Si chiudono col meraviglioso successo della nostra nazionale femminile di pallavolo queste Olimpiadi di Parigi. Ed è tempo di bilanci, sportivi sì, ma anche politici. Perché i giochi olimpici sono anche eventi politici: arene - figurate e letterali - della competizione propria delle relazioni internazionali.
Espressione, a modo loro, di una delle tante forme della governance globale; patriottica (e pacifica) chiamata alle armi per chi vi concorre e, ancor più, per chi i giochi li organizza. Non capiremmo altrimenti l’investimento materiale e ideale del paese ospitante così come di quelli partecipanti. Per il primo, il grande evento sportivo costituisce al tempo stesso una vetrina verso il resto del mondo e un momento di mobilitazione e unità sul piano interno. Per i secondi, e soprattutto per le principali potenze dell’ordine mondiale, il successo sportivo serve per segnalare la propria forza e validare il proprio asserito primato.




