La grandeur spiegata ai francesi

Grandeur. I francesi l’hanno inventata e l’hanno esibita una volta di più in occasione della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici. E hanno fatto bene. Potendo contare sull’Arco di Trionfo e i Campi Elisi, sulla Tour Eiffel e il Trocadero, sulla Senna e il Louvre, sul giardino della Tuileries e su tutte le lumieres che hanno trasformata Parigi nella ville più luminosa del mondo, perché rintanarsi in uno stadio, per quanto olimpico, avveniristico, spettacolare?
Che la cerimonia sia riuscita o meno è dibattito che non è il caso di affrontare in… poche parole. Un commento meritano le immagini del presidente Mattarella esposto al temporale che si è abbattuto su Parigi venerdì sera. Abituato a ben altri fortunali, e capace di non sgualcirsi nemmeno davanti alle pagliacciate di quel campione puro di Gimbo Tamberi, lo spettinatissimo presidente non ha fatto un plissé.
Relegato con la figlia in tribuna scoperta se n’è rimasto avvolto nel suo spolverino di fortuna, come un turista qualsiasi in attesa di entrare al Louvre, fino al passaggio della delegazione italiana. Una lezione di grandeur - nel senso di grandezza - al collega Macron, che è uscito asciutto e con tutti i capelli a posto dalla tribuna copertissima, ma sconfitto ancora prima di iniziare.
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