Volley

Italvolley da favola, per Danesi e compagne l’oro che chiude l’Olimpiade

Stati Uniti battuti 3-0 al termine di un percorso senza inciampi: 20 anni dopo esulta una squadra azzurra ai Giochi
  • Il gruppo azzurro fa festa - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
    Anna Danesi festeggia l'oro con l'Italvolley - Il gruppo azzurro fa festa - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
  • Anna Danesi festeggia l'oro con l'Italvolley
    Anna Danesi festeggia l'oro con l'Italvolley
  • Anna Danesi festeggia l'oro con l'Italvolley
    Anna Danesi festeggia l'oro con l'Italvolley
  • Anna Danesi festeggia l'oro con l'Italvolley
    Anna Danesi festeggia l'oro con l'Italvolley
  • Anna Danesi festeggia l'oro con l'Italvolley
    Anna Danesi festeggia l'oro con l'Italvolley
  • Anna Danesi festeggia l'oro con l'Italvolley - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
    Anna Danesi festeggia l'oro con l'Italvolley
  • Anna Danesi festeggia l'oro con l'Italvolley
    Anna Danesi festeggia l'oro con l'Italvolley
  • Anna Danesi festeggia l'oro con l'Italvolley
    Anna Danesi festeggia l'oro con l'Italvolley
  • Anna Danesi festeggia l'oro con l'Italvolley
    Anna Danesi festeggia l'oro con l'Italvolley
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Ci voleva il trionfo di un gruppo fantastico per rendere magica e speciale l’Olimpiade italiana in terra di Francia. Il dodicesimo oro azzurro di Parigi 2024 è il più bello, perché arriva, finalmente da uno sport di squadra, la pallavolo femminile. Circostanza già di per sé storica, perché in una disciplina non individuale il titolo a cinque cerchi mancava al carniere tricolore dal successo della pallanuoto femminile ad Atene 2004. Ci sono voluti quindi esattamente vent’anni per frantumare il tabù e riportare a casa un oro dal peso specifico imponente.

Sensazioni

Ad aumentare ancora di più il prestigio del successo ci sono il percorso netto nel torneo e l’aver concesso per strada un solo set alle avversarie. A compiere l’impresa sono le ragazze che schiacciano sotto rete, guidate in panchina dal guru Julio Velasco e in campo dalla capitana bresciana Anna Danesi. Dopo Giovanni De Gennaro e Alice Bellandi, Roncadelle raccoglie così il terzo oro olimpico in undici giorni.

L’epilogo è il più dolce, perché il pranzo domenicale si trasforma in una passeggiata verso la gloria. Bastano appena 81 minuti alle azzurre per archiviare la pratica: 3-0 secco alle statunitensi e missione compiuta sotto gli occhi del presidente Malagò e del ministro Abodi, di Francesca Piccinini e Sofia Goggia.

Un gruppo unito - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Un gruppo unito - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

I parziali di 25-18, 25-20 e 25-17 testimoniano un dominio netto e schiacciante, tanto da mandare il tilt pure il cerimoniale. La premiazione è infatti prevista non prima delle 14.55, ma il pallone decisivo viene messo a terra con 35 minuti di anticipo, così per ammazzare l’attesa l’Arena Paris Sud 1 si trasforma in una discoteca, con colonna sonora ovviamente italiana.

Da Notti Magiche a Italodisco, da Nel blu dipinto di blu nella versione dei Gipsy Kings fino al Il cielo è sempre più blu. Poi arriva il momento più atteso. Le tredici azzurre salgono sul gradino più alto scortate da statunitensi e brasiliane.

Brividi

Al centro del gruppo, la capitana Danesi. Ne ha sei alla sua destra e altrettante alla sua sinistra, ma prima di calpestare quella mattonella che ha sognato per tutta la vita Anna scruta tutte le colleghe. Poi ricevuta la medaglia canta a squarciagola l’Inno di Mameli.

Le Sorelle d’Italia rendono orgoglioso l’intero Stivale, chi è venuto qui ad ammirarle da vicino e chi si è gustato la finale da casa. Erano le donne da battere, hanno confermato il ruolo, in un cammino senza intoppi. Sei partite, altrettanti trionfi.

Prima di Parigi 2024, al massimo il cammino olimpico era durato fino ai quarti di finale, per spezzare la maledizione c’è voluto il ritorno in panchina di colui che il titolo olimpico lo aveva sfiorato ad Atlanta 1996 con la truppa maschile, sconfitta in finale dagli olandesi.

Anna Danesi contro gli Stati Uniti - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Anna Danesi contro gli Stati Uniti - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

In nove mesi Velasco ha cambiato la mentalità della squadra, tornata a vincere un torneo globale a 22 anni dal titolo mondiale conquistato in Germania. Quello del 2002 fu il primo passo di una squadra rimasta sempre ai piani alti per due decenni, farciti da tre titoli continentali e due Nations League, ma prima di ieri mancava la ciliegina sulla torta.

Velasco, magistralmente assistito da Massimo Barbolini e Lorenzo Bernardi, due che altrove sarebbero stati primi allenatori, ha rimesso al centro del villaggio Paola Egonu, che ha ripagato la fiducia ritrovata con moneta sonante. Quando la fuoriclasse ha compreso di essere nuovamente il pilastro del progetto si è caricata le compagne sulle spalle e si è espressa a livelli spaziali.

In un gruppo di fuoriclasse è spiccata anche Anna Danesi, eletta miglior centrale del torneo. Nell’atto conclusivo per la ventottenne bresciana, alla terza partecipazione olimpica, sei punti e il muro che ha armato il primo match point. Era partita per la Francia cullando un sogno, un pensiero stupendo divenuto realtà. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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