Evoluzioni spettacolari, corse adrenaliniche, fumo da sgommate a go-go. Il copione ha una qualche ripetitività, anche nel set scelto, pur risultando ancora coinvolgente per moltissimi spettatori.
Gira e rigira, il Fast and Furious di produzione austro-tedesca è di nuovo sulle nostre strade. È arrivato sull’onda di un successo innegabile, ma non si presenta nel migliore dei modi. È invasivo e tetragono alle regole, tanto da andar fiero del nome che ha voluto darsi: Gardasee Illegal Night.
Notte illegale, espressione che travalica lo spirito libertario e sconfina in un’anarchia respingente. E così per molti tra venerdì e sabato è diventata una notte da incubo, come l’hanno vissuta molti cittadini di Montichiari e Mazzano, tra disturbi sonori, disagi viabilistici, timori per l’incolumità di spettatori e partecipanti. Il tutto nel contesto di una manifestazione non autorizzata, a vigilare sulla quale c’erano alcune pattuglie delle forze dell’ordine, in evidente, esponenziale inferiorità numerica.
Una situazione sconfinata nel paradosso: non poter garantire la sicurezza perché un approccio più rigido verso i partecipanti avrebbe rischiato di causare maggiore insicurezza, tensione e incidenti, come è successo nei giorni scorsi nel Veronese quando un’auto è piombata contro una gazzella dei carabinieri.
Che fare allora? Impegnare agenti e militari in gran quantità per controllare il territorio inseguendo le successive geolocalizzazioni? Ieri s’è fatto così, la sicurezza è stata garantita, ma a prezzo di un altro paradosso: che divertimento è senza sorrisi?




