Cronaca

Gare e fughe dagli agenti: l’ultima notte dei raduni illegali di auto

La meta iniziale doveva essere ancora Lonato, dove però sono stati fatti chiudere i cancelli. Così la carovana si è spostata prima a Castiglione delle Stiviere, e poi a Verona
Roberto Manieri

Roberto Manieri

Giornalista

Il raduno illegale a Castiglione delle Stiviere
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Il raduno illegale a Castiglione delle Stiviere

L’identikit è semplice e spietato: vengono da Austria, Germania e Svizzera. Sono benestanti. Guidano auto costose e sofisticate. Soprattutto non sono delinquenti. Anzi, a differenza delle prime reazioni stizzite di cittadini e sindaci locali, questi se ne guardano bene dal commettere reati, limitandosi a infrazioni – seppur gravi – al Codice della strada. Quello italiano, ovviamente, del quale conoscono bene pregi e lacune, perché se facessero le stesse cose oltralpe la polizia non ci si limiterebbe alle sole sanzioni. Ah, sono poi a Brescia e nel Veneto in oltre duemila, ospiti spesso di resort di lusso e, perlopiù, non di locande o B&B.

In visita

Appassionati di tuning e drifting, nella due giorni conclusasi nella notte hanno invaso parcheggi di centri commerciali e strade secondarie della nostra provincia per dar vita al carosello connesso al car event «Southern Gardasee SO.GA.» di Monzambano. Ma a creare scompiglio non è l’evento, che è autorizzato e ben gestito, bensì la carovana di appassionati che ne deriva e che scende dalle Alpi. Così, anche sabato sera come venerdì, l’avvio del carosello è scaturito da un messaggio comparso sui social poco dopo le 20: la meta era il centro commerciale Il Leone di Lonato, dove però il questore Paolo Sartori aveva fatto chiudere preventivamente i cancelli.

Raduno illegale di auto a Lonato
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Raduno illegale di auto a Lonato

Le mete preferite sono proprio i parcheggi dei centri commerciali, soprattutto quelli che non chiudono la sera, dove le vetture con i differenziali posteriori bloccati convergono per la kermesse tra fumo di gomme lasciate sull’asfalto e cavalli in libertà, come avvenuto venerdì sera a Mazzano, Lonato e Montichiari, tanto da far infuriare i rispettivi sindaci. Luoghi privati dove, in teoria, Polizia Stradale e Carabinieri non potrebbero intervenire e che diventano quindi terreno di conquista per gruppi ben organizzati – e questo è fuori discussione – che si presentano con fuochi d’artificio, dj set, impianti luci e baracchini di vario genere.

Festa rovinata

Ma sabato sera il questore Sartori non si è fatto sorprendere. Quando le auto si sono allineate a Peschiera in attesa di conoscere il primo punto di ritrovo della serata, Lonato, gli equipaggi della Polizia e dei Carabinieri erano già schierati davanti ai cancelli sbarrati. A quel punto l’organizzazione ha cambiato destinazione, puntando sul Mantovano, all’Iper Tosano di Castiglione delle Stiviere, dove però ha trovato ad attenderla i carabinieri. L’ordine diffuso via social è stato allora chiaro: «Non ce ne frega della polizia. Se arrivano facciamo muro».

Le scie delle auto dopo aver sollecitato gli pneumatici - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
Le scie delle auto dopo aver sollecitato gli pneumatici - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it

Così migliaia di giovani si sono schierati attorno alle Gazzelle e alle Pantere, ostacolandone parzialmente l’attività. Poco dopo è arrivato un nuovo messaggio sui social disorientati con l’ordine di spostarsi: la carovana di cavalli e gomme slick si è trasferita di qualche centinaio di metri, raggiungendo Mercatopoli, sempre a Castiglione delle Stiviere. Anche qui, però, l’ingente presidio delle forze dell’ordine ha rovinato la festa. È quindi arrivato un ulteriore ordine: partire per Verona. La carovana straniera ha così abbandonato il Bresciano in direzione del Veneto, anche se il capillare presidio di polizia è rimasto operativo per tutta la notte.

Le reazioni

«Abbiamo impedito che si originasse un grave problema di ordine pubblico – ha detto il questore Sartori –. Ora gli adempimenti proseguiranno con i dati che forniremo alle polizie dei Paesi di origine di questi signori». Intanto, oltre alla rabbia dei sindaci per i disagi provocati, la vicenda è approdata al piano istituzionale. L’on. Giangiacomo Calovini ha comunicato di aver «avvisato i nostri ambasciatori in Austria e Germania affinché venga attivato un costante dialogo tra le forze dell’ordine per monitorare fenomeni di questo tipo». Secondo il parlamentare, «quanto accaduto nel Bresciano non va sottovalutato. Si tratta di eventi che mettono seriamente a rischio la sicurezza pubblica e compromettono la viabilità».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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