Leone XIV ripropone Castel Gandolfo come residenza della vacanza estiva del papa: è uno dei segni comportamentali di distinzione da Francesco, che aveva dismesso quella tradizione. Leone muove all’insegna dell’azione che vuole il sommo pontefice occuparsi delle attese delle periferie del mondo, ma confermare la centralità del suo ruolo storico e rivendicarne il primato. Dal gesuita all’agostiniano, al primo successore di Pietro nato negli Stati Uniti, super potenza mondiale che condiziona i destini universali e quindi considerata frenata nell’indicare chi può salire al soglio pontificio.
Potrebbe sembrare ingratitudine archiviare Francesco e immergersi in Leone: è la forza del papato. Non impedisce di cogliere le differenze, che anzi sono la caratteristica del passaggio da un pontefice all’altro. Leone deve affrontare le questioni interne alla Chiesa cattolica, per ribadire l’unità del cammino di fede, e indirizzare il suo modo di abitare un mondo immerso in una turbolenta trasformazione, che disegna altre traiettorie di vita vissuta. Già c’è chi fa il tifo per il suo riassetto della missione in campo e chi rimpiange la diversità irripetibile di Francesco.



