Il cardinale Robert Francis Prevost va definendo ogni giorno di più la fisionomia di papa Leone XIV, gli elementi di continuità e discontinuità con papa Francesco e il suo modo di raccordarsi con Benedetto XVI, Giovanni Paolo II, Paolo VI nella successione a Pietro alla luce del Concilio Vaticano II voluto ed istruito da Giovanni XXIII.
Tocca a lui celebrare i millesettecento anni del fondamentale Concilio di Nicea, tenutosi nel 325. Fu il primo Concilio Ecumenico della storia della Chiesa. Convocato e presieduto dall’imperatore Costantino. L’obiettivo era raggiungere l’unità dogmatica e ristabilire la pace religiosa all’interno della Chiesa, minata dalle dispute sull’arianesimo. Un’eresia che negava la divinità di Cristo. Queste contrapposizioni, diffuse e usate soprattutto nell’Oriente dell’Impero Romano, ne minacciavano la stabilità religiosa e politica. Costantino, in qualità di «vescovo dei laici», come veniva definito in greco, giocò un ruolo fondamentale nella convocazione e nella presidenza del concilio. La sua autorità imperiale permise di convocare i vescovi provenienti da tutto il mondo cristiano di allora.



