I partiti commentano, con analisi interessatamente contrapposte, i risultati del recente turno elettorale amministrativo parziale. Per proclamare la propria tenuta e robustezza e le difficoltà delle forze concorrenti. Confermano che si ignora ancora quando e come si voterà per le politiche generali, ma che la campagna elettorale è già lanciata. Quantomeno per costruire, vantaggiosamente, i rispettivi blocchi di partenza. I sondaggi, che seguiranno in itinere, sono considerati in grado di condizionare i comportamenti concreti.
Tutti a dire che vi sarà un lungo tempo d’attesa, quindi che non si andrà ad elezioni anticipate, ma che non si può stare fermi, pena pagare dazio. I due schieramenti classici, destra-centro e sinistra-centro, vengono dati, dalle rilevazioni, in parità: quindi può vincere tanto l’uno quanto l’altro. Per questo sono seguiti, con apprensione dagli interessati, i possibili spostamenti di soggetti politici che possono far pendere la bilancia.
Tiene banco la pesca a rete di eletti in Regione, Parlamento, Europa di Roberto Vannacci col suo Futuro Nazionale. Viene considerato in grado di penalizzare elettoralmente il centrodestra, se non troverà un accordo di coalizione che lo soddisfi, o piuttosto venga rigettato da altre componenti concorrenti. Per converso, nel Pd, fanno rumore le uscite di parlamentari, vedi l’europarlamentare Pina Picerno, che prendono le distanze, fino all’abbandono, dalla linea Schlein considerata suicida. Si promuove un terzo polo intermedio? Che seguito elettorale potrà avere? Convergerà verso uno dei poli maggiori?
Le legge elettorale prossima ventura è condizionata dalle previsioni di come si starà in campo. La Lega di Salvini è la prima tributaria di voti a Vannacci, che aveva pensato di usare per rimpolparsi mentre è stata a sua volta gestita dall’ex generale per dare vita al suo partito. Una Lega nazionale ed un’altra che rinnova la vocazione nordista?
Forza Italia è a caccia di quel voto moderato di centro che si ignora dove sia andato a collocarsi. Nell’astensione? Ma come lo si riporta alle urne per il proprio vantaggio? Marina Berlusconi giocherà un ruolo politico innovativo e richiamato alla stagione paterna? Con quale rapporto con la Meloni? La presidente del Consiglio vuole continuare a guidare la stagione in corso, ma questo la terrà sotto i riflettori anche rispetto agli argomenti scabrosi che sono in corso: la politica estera, la sicurezza e la situazione economico-finanziaria. Lei parla con industriali, commercianti, agricoltori, rilanciando la volontà di ascolto, mentre riceve le bordate dalle opposizioni, che le contestano un deficit enorme di risultati.
Loro, i partiti, parlano, mentre gli elettori potenziali si sentono sempre più a disagio a schierarsi con gli uni o con gli altri, faticando a individuare gli specifici progetti complessivi proposti per dare una guida credibile al Paese. Emerge una posizione di affidamento per esclusione più che per fiducia, oppure la tentazione di ingrossare ulteriormente il non voto perché, al dunque, il rispettivo non fare si equivale.



