Dopo un’ora dalla decisione della Corte costituzionale che sancisce l’inammissibilità del referendum sull’eutanasia, la conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha stabilito che domani riprenderà in aula l’esame del disegno di legge sul fine vita. Torna protagonista il deputato bresciano del Partito democratico, Alfredo Bazoli, il capogruppo dem in Commissione giustizia è infatti relatore del disegno di legge sul suicidio assistito insieme al pentastellato Nicola Provenza.
Bazoli è consapevole delle critiche: «Per qualcuno il testo che presentiamo alla Camera è troppo stretto e per altri è troppo permissivo. Bisogna essere consci del fatto che si tratta di una mediazione con tutte le forze politiche. Anzi spero che il clima di collaborazione mostrato da tutti i partiti rimanga tale anche nei prossimi mesi». Ma è chiaro che dopo la decisione della Consulta c’è chi auspica dentro e fuori il Parlamento uno stop anche alla legge Bazoli.
A cominciare dalla senatrice di, Paola Binetti: «La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum sull’omicidio del consenziente. Esprimo estrema soddisfazione. È passata la nostra linea: sulla vita non si vota. Mi auguro adesso che la Camera agisca coerentemente con le decisioni prese dalla Corte». Mentre Jacopo Coghe, presidente del Comitato «No all’Eutanasia Legale sostiene: «È stata sventata una deriva mortifera ma incombono ancora spinte eutanasiche che il Parlamento è chiamato a scongiurare. Dalla Camera ci aspettiamo una risposta importante che investa sulle cure palliative e aiuti i sofferenti a vivere con dignità, e non a farsi ammazzare».




