Di sorpresa no, non si può certo parlare. Non a caso erano mesi che si diceva che il centrodestra offrisse mari e monti all’ex vicepresidente della Lombardia, Letizia Moratti: un posto nella squadra di governo, il ruolo di ad della Fondazione Milano-Cortina 2026 e chi più ne ha più ne metta. Niente da fare, il suo obiettivo era e resta uno, ben definito: Lombardia 2023. Quello che non era in conto, semmai, è l’attacco frontale non tanto al governatore Attilio Fontana, che «The Queen» Moratti non ha mai considerato una figura alla sua altezza, quanto alla politica sanitaria del governo Meloni (dopo la decisione di riammettere in servizio i medici no vax) e, quindi, per estensione all’intero centrodestra.
Parole durissime, che si sono spinte oltre il punto di non ritorno. Parole che, ora, il Movimento 5 stelle vuole capitalizzare per ripartire da un’alleanza forte con il Partito Democratico, forte (anche) della scelta di campo pubblica del Terzo polo, schierato al fianco dell’ex assessore regionale al Welfare. Eccole, le grandi manovre in campo in una marcia di avvicinamento alle Regionali partita d’improvviso con lo «strike» messo a segno da Moratti che, in un colpo solo, ha messo in subbuglio i partiti tradizionali.




