Mentre la situazione romana si dipana, lo storytelling in Lombardia si ingarbuglia sempre di più. Non solo perché, ora che la squadra di governo è formata e si è alle battute finali per definire gli staff di supporto, gli occhi di tutti i partiti iniziano a essere puntati sulle Regionali, ma anche perché - esattamente come più di qualcuno immaginava - è ufficiale: la vicepresidente Letizia Moratti non siede nel tram dei ministri. E tutte le matasse tenute chiuse nel cassetto, adesso, vanno sbrogliate. A partire dal ruolo che l’assessore al Welfare ricoprirà (o non ricoprirà) dalla fine di novembre, data spartiacque per il rimpasto di Giunta per sostituire l’attuale ministro Alessandra Locatelli e l’on. Fabrizio Sala.
La partita delle Olimpiadi
La buriana non si ferma nel Palazzo, dove non appena il fuoco sembra domato ricompaiono nuove scintille. L’ultima è andata in scena ieri, mandando all’aria una trattativa sottotraccia per mettere un punto fermo al derby in corso tra il presidente Attilio Fontana, che ha già prenotato il bis forte dell’endorsement della Lega, e la sua vice, sempre più decisa a calcare il red carpet dei candidati governatori. L’ipotesi alla quale si stava lavorando in punta di incontri vedeva l’assessore al Welfare ricoprire presto la carica di amministratore delegato della Fondazione Milano-Cortina 2026. Un ruolo prestigioso e di lungo respiro, che avrebbe probabilmente riportato il sereno e stemperato se non gli animi, di certo la competizione. C’è solo un dettaglio: lei dice no. O, meglio: «La dottoressa Moratti smentisce la sussistenza della notizia sulla sua nomina come a.d. delle Olimpiadi» recita la nota del suo staff. Che aggiunge: «Qualsiasi decisione di Letizia Moratti sarà comunicata esclusivamente dal suo ufficio stampa. Ogni altra notizia è destituita di fondamento». Fine delle trasmissioni.




