Il nome, complesso, rispecchia il carattere degli studi che lo riguardano. Dicatam: dipartimento di Ingegneria civile, architettura, territorio, ambiente e matematica. Un fiore all’occhiello per l’Università degli Studi di Brescia, nato nel 1988 come polo di Ingegneria civile e cresciuto in relazione alle esigenze della società e del territorio, fino alla dicitura attuale, acquisita nel 2012. Struttura, identità, progetti e ricerche sono stati presentati nella sede di via Branze, durante un pomeriggio di dibattiti moderato dal direttore del Giornale di Brescia Nunzia Vallini.
Sono i numeri a parlare: 24 gruppi di ricerca, 160 professionisti tra docenti, ricercatori e personale tecnico, oltre 1.300 studenti suddivisi in quattro corsi di laurea triennale, di cui uno professionalizzante, tre magistrali, di cui uno interamente in lingua inglese, e un o a ciclo unico. Cifre, queste, presentate dal direttore del dipartimento Giorgio Bertanza, che ha esposto l’offerta didattica e di dottorato insieme a Michela Tiboni e a Paolo Secchi.




