La sostenibilità, tanto più in un tempo segnato dal cambiamento climatico, passa anche da una gestione più efficiente delle risorse. A partire dall’acqua, elemento strategico nella produzione di energia, con l’idroelettrico che costituisce allo stato la sola fonte programmabile tra le rinnovabili. Ne sono convinti in A2A e proprio per questo la multiutility controllata dal Comune di Brescia e da quello di Milano ha sperimentato per prima a livello nazionale una nuova tecnologia che consente di pulire gli invasi degli impianti idroelettrici da sedimenti e detriti senza ricorrere allo svuotamento degli stessi, scongiurando una dispersione di oro blu e rendendo più costante la produzione energetica.
Il robot Teti
Si chiama Teti il robot che dà nome al progetto sperimentato nell’impianto Cancano II, sopra Bormio, in una delle strutture strategiche e storiche della produzione idroelettrica di A2A, dove questa mattina la sperimentazione è stata presentata contestualmente al bilancio di sostenibilità dell’azienda per il territorio di Valtellina e Valchiavenna.
Il robot è di fatto un cingolato che opera direttamente sul fondale dell'invaso – nel caso di Cancano, a circa 80 metri di profondità – mantenendo l'impianto sempre operativo, senza fermi produttivi legati allo svuotamento del bacino. Due frese rotanti laterali smuovono il sedimento, che viene poi aspirato da una pompa e trasferito in un'area dedicata dell'invaso, lontano dalle prese d'acqua, evitandone l'ostruzione. Il sistema è inoltre dotato di sensori avanzati che permettono, tramite una control room, il monitoraggio da remoto e in tempo reale dei parametri operativi, come portata e concentrazione dei detriti aspirati. Un'innovazione a basso impatto sia sotto il profilo paesaggistico – poiché l'attività si svolge in modo sommerso e con un cantiere dagli spazi contenuti –, sia ambientale – perché evita l'intorbidimento dell'acqua salvaguardando la fauna lacustre – oltre ad essere alimentata interamente a energia elettrica.
Primi risultati

La sperimentazione – rende noto A2A – ha già portato alla rimozione di oltre 10.000 metri cubi di sedimenti dal bacino di Cancano, un dato che conferma l'efficacia della tecnologia fin dalle prime fasi di test e apre la strada a una sua applicazione su scala più ampia. Un cambio di passo significativo se si pensa che fino ad oggi, la rimozione dei sedimenti è stata affidata prevalentemente alla fluitazione: un’operazione che richiede lo svuotamento dell'invaso e l'utilizzo dell'acqua stessa per trasportare a valle il materiale, con tempistiche spesso lunghe. Un intervento necessario per garantire la funzionalità delle infrastrutture, ma che riduce temporaneamente la disponibilità della risorsa idrica per la produzione di energia e per altri usi fondamentali, come quello idropotabile e agricolo, con ricadute anche sul paesaggio.
Il buon esito della sperimentazione condotta induce i tecnici e i vertici di A2A a immaginare un celere impiego di Teti – tecnologia sviluppata dalla francese Watertracks – anche in altri invasi del gruppo.
Innovazione
«L'idroelettrico rappresenta una fonte di energia rinnovabile strategica per l’Italia, e la disponibilità di acqua ne è la condizione essenziale – commenta Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A –. Di fronte agli effetti del cambiamento climatico, innovare significa ripensare la gestione delle nostre infrastrutture: utilizzare la robotica per rendere più efficiente la manutenzione degli invasi contribuisce a tutelare una risorsa preziosa come l’acqua, a beneficio sia della produzione di energia green sia dei territori.
Conclusa con successo la sperimentazione presso la diga di Cancano, intendiamo mettere a disposizione il progetto Teti a tutti i nostri impianti e potenzialmente estenderlo anche ad altri bacini idroelettrici sul territorio nazionale. Questa soluzione dimostra come l’innovazione possa tradursi in strumenti concreti a supporto dello sviluppo e della competitività del Paese: anche per questo lo scorso anno abbiamo lanciato A2A Life Ventures, il nostro veicolo societario integrato di open innovation».




