C’è un paradosso che molti imprenditori italiani conoscono bene: le risorse pubbliche per innovare e crescere esistono – spesso in abbondanza – ma arrivare a utilizzarle davvero la finanza agevolata richiede competenze, tempo e una bussola che non tutti hanno.
È esattamente su questo terreno che Ibs Consulting, società di consulenza strategica e finanziaria con sede a Brescia, Milano, Roma e Bruxelles, ha costruito il proprio posizionamento dal 1995. Non come intermediario burocratico, ma come partner operativo per imprese che vogliono crescere con metodo. Un interlocutore che lavora tanto con le medie imprese industriali del territorio quanto con grandi gruppi nazionali: perché la complessità della finanza agevolata e della strategia d’impresa non conosce distinzioni di taglia.
A settembre 2024 Ibs Consulting ha ottenuto la Certificazione per la Parità di genere (Uni/PdR 125:2022), il sistema di riferimento nazionale che valuta le politiche aziendali su accesso al lavoro, equità retributiva, opportunità di crescita professionale e tutela della genitorialità. A marzo 2026 è arrivato il Rating di Legalità, riconoscimento rilasciato dall’Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato) che attesta il rispetto di standard etici e di governance nelle pratiche d’impresa. Un requisito sempre più rilevante anche ai fini dell’accesso al credito bancario e a determinate misure di finanza agevolata. «Entrambi i percorsi hanno richiesto un’analisi strutturata delle prassi interne – fa sapere il ceo Alberto Bertolotti – , dalla gestione del personale ai modelli organizzativi, fino al sistema degli incentivi economici».
I numeri
I numeri parlano chiaro: nel 2026 Ibs Consulting ha distribuito ai propri dipendenti 477.000 euro in premi di produzione, maturati sugli obiettivi raggiunti nell’anno precedente. Una cifra che nel contesto di una società di consulenza, racconta molto sulla qualità dei risultati ottenuti e sulla serietà con cui l’azienda onora gli impegni presi con il proprio team.
Parallelamente ai riconoscimenti istituzionali, Ibs ha strutturato un modello di lavoro che riflette una visione precisa: la produttività si costruisce sulla fiducia, non sul controllo. Lo smart working è contrattualizzato, non una concessione emergenziale rimasta in bilico, ma un diritto scritto e garantito. A questo si aggiunge la flessibilità in ingresso e in uscita «che consente a ogni persona di organizzare la propria giornata in modo compatibile con le esigenze della vita reale, senza rinunciare alla qualità del lavoro» aggiunge il ceo.
Un piano di carriera trasparente, formazione continua individuale, l’accoglienza dei figli negli spazi di lavoro a sostegno della genitorialità, una survey semestrale e delle interviste anonime per il miglioramento organizzativo e dell’ambiente di lavoro, completano il pacchetto. «Sono scelte che, in un mercato del lavoro sempre più attento alla qualità della vita professionale, incidono concretamente sulla capacità di attrarre e trattenere talenti. E per una società di consulenza – dove la risorsa principale è proprio il capitale umano – non è un dettaglio marginale».
Il contesto
Nel panorama attuale, in cui le imprese sono chiamate a rendicontare non solo i risultati economici ma anche le proprie pratiche Esg, dotarsi di una struttura certificata non è perciò più una scelta opzionale per chi vuole competere su scala nazionale ed europea.
«Per una società di consulenza, in particolare, la coerenza tra ciò che si consiglia e ciò che si pratica internamente rappresenta un elemento di credibilità sostanziale – rimarca Bertolotti –. Le imprese, Pmi e grandi gruppi, che si affidano a noi per navigare tra bandi, incentivi fiscali, strumenti Pnrr e crediti d’imposta, lo fanno anche perché si riconoscono in un interlocutore che ha affrontato e risolto le stesse complessità normative e organizzative che caratterizzano il tessuto produttivo italiano». I numeri parlano di circa 200 milioni di euro di contributi a fondo perso, attinti nel 2025 e circa 600 milioni di garanzie e crediti agevolati.





