La crisi energetica costa all’industria bresciana mezzo miliardo

Flavio Archetti
Sono le stime di Cna Lombardia, frutto delle conseguenze della guerra in Iran
Un centro di stoccaggio per il gas - © www.giornaledibrescia.it
Un centro di stoccaggio per il gas - © www.giornaledibrescia.it
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Negli ultimi anni per le imprese bresciane (e non solo) i costi energetici sono stati una spina nel fianco costante. Nel 2025 la stima per il «bollettone» gas più energia elettrica ha raggiunto quota 1 miliardo e 273 milioni di euro, in crescita sul miliardo e 167 milioni del 2024. Oggi la guerra in Iran rischia di portare a nuove impennate fuori controllo e aggiungere nuovi problemi seri a una condizione generale già difficile per la forte instabilità dei mercati che dura da anni.

Le ultimissime previsioni arrivano da Cna Lombardia. La confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa ha commissionato uno studio specifico sulle regioni italiane al Centro Sintesi. Le stime non danno grandi specifiche sul gas ma sono più dettagliate per l'elettricità, per cui il «sistema Brescia» risulta il secondo più colpito della Lombardia alle spalle della sola Milano. Per l’industria bresciana l’aumento della spesa 2026 rispetto a quella 2025 per l’energia elettrica sarebbe (al momento) di oltre mezzo miliardo di euro, per la precisione di 559 milioni. Per Milano invece l’aggravio potrebbe arrivare a 735 milioni e per l’intera regione saremmo nell'ordine dei 2,9 miliardi.

Raffronto

A determinare le differenze tra provincia e provincia è la concentrazione nei diversi territori di industria, servizi, trasporti e popolazione. Tra le altre province lombarde, per Bergamo si stima una crescita di 368 milioni, per Cremona di 213, per Varese di 212, per Monza e Brianza di 194, per Pavia e Mantova di 160, per Como di 119, per Lecco di 95, per Lodi di 53 e per Sondrio di 46. Per le richieste di elettricità, tra i comparti industriali domina il manifatturiero con il 47% della spesa totale lombarda. Solo in questo ambito la stima per il 2026 paventa incrementi di 1,3 miliardi di euro, quando nei servizi è previsto di oltre 830 milioni, nel commercio di circa 190 e per le attività professionali di oltre 100. Per il domestico saremmo sopra il mezzo miliardo.

Le previsioni per l’intero pacchetto elettricità-gas comprende solo la Lombardia senza distinzioni tra le province. Si stima un costo in salita dai 23,6 miliardi di euro pagati nel 2025 a oltre 28,8 miliardi di euro, con un incremento del 22%. Tra le due commodity, il gas farebbe segnare il maggiore aumento, toccando i 28 punti percentuali, mentre l’energia elettrica (pur confermandosi voce dominante nella spesa energetica regionale) si dovrebbe fermare a +19%.

Elettricità

I risultati della previsione sarebbero coerenti con la natura della crisi in atto, innescata dalle forniture di gas, che si scaricano sull’elettricità solo parzialmente perché il nostro Sistema Paese gode di una quota di rinnovabili che non risentono direttamente del prezzo del gas. Per quel che riguarda il solo gas, il settore domestico in Lombardia mostra la spesa più elevata, con una quota del 29%, quasi alla pari dell’industria.

L’incremento di spesa per i due ambiti sarebbe di circa 850 milioni, quindi oltre un terzo dei 2,3 miliardi calcolati per l’intera regione rispetto al 2025. La generazione dell’elettricità contribuisce alla spesa regionale di gas per una quota superiore al 15%, più elevata che in altre regioni perché la Lombardia ospita una parte consistente del parco termoelettrico nazionale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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