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AI generativa per le imprese: dizionario minimo dai token agli agenti

L’intelligenza artificiale sta ridefinendo la produttività globale e per aziende, professionisti e pubbliche amministrazioni è diventata imprescindibile. Qui una mappa strategica con alcuni dei termini e dei concetti chiave
L'intelligenza artificiale è entrata nelle imprese
L'intelligenza artificiale è entrata nelle imprese

Se il 2023 è stato l'anno dello stupore, il 2024 quello delle prime grandi adozioni aziendali e il 2025 del consolidamento, il 2026 sancisce la maturità industriale dell'intelligenza artificiale generativa (GenAI). Non parliamo più di un semplice trend tecnologico ma di un comparto economico che sta ridefinendo la produttività globale e che per aziende, professionisti e persino pubbliche amministrazioni è diventato un imperativo categorico. Ma cosa c'è dietro la parola intelligenza artificiale? Come funziona questa «fabbrica del contenuto» che sta attirando miliardi di investimenti in tutto il mondo? Ecco una mappa strategica, non esaustiva ma il più possibile tecnicamente accurata, per orientarsi nella più grande rivoluzione industriale del decennio.

Il machine learning, o apprendimento automatico, è un insieme di tecniche attraverso cui un sistema impara a riconoscere regolarità nei dati senza essere programmato esplicitamente per ogni singolo compito. Il modello viene esposto a esempi e modifica progressivamente il proprio comportamento per migliorare le prestazioni.

Deep learning

Il deep learning, o apprendimento profondo, è un sottoinsieme del Machine Learning che utilizza reti neurali composte da molti strati. Questa tecnologia permette di analizzare grandi quantità di dati grezzi ed estrarre automaticamente caratteristiche complesse. È alla base dei moderni sistemi di riconoscimento vocale, visione artificiale e generazione di contenuti. Più che un semplice «motore di ricerca», rappresenta il motore di apprendimento dei principali modelli contemporanei.

Reti neurali artificiali

Le artificial neural network sono modelli matematici ispirati, in modo semplificato, alla struttura del cervello umano. Sono costituite da nodi interconnessi, chiamati neuroni artificiali, organizzati in strati. Ogni nodo riceve informazioni, le trasforma e le trasferisce agli strati successivi.Le reti neurali sono particolarmente efficaci nel riconoscere relazioni non lineari e schemi complessi all’interno dei dati.

Modelli fondazionali

I foundation model sono grandi modelli generici addestrati su enormi quantità di dati. Costituiscono la base sulla quale possono essere sviluppate applicazioni più specializzate. Possono lavorare su testi, immagini, audio o più tipologie di dati contemporaneamente. Vengono generalmente offerti attraverso piattaforme online, abbonamenti o Api. Per le imprese rappresentano il punto di partenza più rapido per adottare l’AI, ma non possiedono automaticamente la conoscenza interna di una specifica organizzazione.

Modelli open source e proprietari

I modelli proprietari sono sviluppati e controllati da aziende che ne regolano l’accesso, i prezzi e le modalità di utilizzo. I modelli open source, o a pesi aperti, consentono invece un maggiore controllo sull’infrastruttura, sulla personalizzazione e sulla gestione dei dati. La scelta tra le due categorie dipende da costi, prestazioni, sicurezza, competenze tecniche e necessità di indipendenza tecnologica.

Agente AI

Un AI agent, o agente di intelligenza artificiale, è un sistema che non si limita a generare una risposta, ma può perseguire un obiettivo attraverso una sequenza di azioni. Un agente può pianificare un compito, consultare fonti esterne, utilizzare software, interrogare database, compilare moduli, inviare informazioni o verificare il risultato delle proprie operazioni. La differenza rispetto a un normale chatbot risiede quindi nella capacità di agire, non soltanto di conversare.

Agentic AI o sistemi agentici

Con agentic AI, talvolta indicata in modo informale con il termine «agentics», si descrivono sistemi progettati per operare con un livello più elevato di autonomia. Un sistema agentico può scomporre un obiettivo complesso in attività più piccole, scegliere gli strumenti da utilizzare, modificare il piano in base ai risultati e coordinarsi con altri agenti. L’agentic AI rappresenta una delle evoluzioni più rilevanti dell’intelligenza artificiale aziendale. Il passaggio è quello dal software che risponde a una domanda al software che gestisce una parte del processo operativo. Questa autonomia comporta tuttavia nuovi rischi: errori concatenati, azioni non previste, accessi impropri ai dati e difficoltà nel ricostruire le decisioni compiute dal sistema.

Workflow AI

Un workflow AI è una sequenza organizzata di attività nella quale uno o più modelli di intelligenza artificiale intervengono in punti prestabiliti. Un flusso può comprendere acquisizione dei dati, analisi, generazione di un documento, controllo umano, approvazione e pubblicazione. A differenza di un agente autonomo, il workflow segue generalmente passaggi e regole definite in anticipo.

Il lato tecnico

Large language model

Gli Llm, acronimo di Large language model, sono grandi modelli linguistici basati prevalentemente sull’architettura Transformer. Vengono addestrati su enormi quantità di testi e imparano le relazioni statistiche tra parole, frasi e concetti. Non comprendono il linguaggio nello stesso modo di una persona. Il loro funzionamento consiste principalmente nel calcolare quale token abbia la probabilità maggiore di seguire quelli già presenti nel contesto. La capacità di ripetere questo calcolo miliardi di volte produce testi che possono apparire coerenti, ragionati e linguisticamente naturali.

Transformer

Il Transformer è l’architettura di rete neurale alla base della maggior parte dei moderni modelli generativi. La sua innovazione principale è il meccanismo di attention, che permette al modello di valutare le relazioni tra i diversi elementi di un contenuto, come parole, frammenti di codice o porzioni di un’immagine. A differenza delle precedenti architetture sequenziali, il Transformer può analizzare il contesto in modo più ampio e parallelo, migliorando efficienza e qualità dei risultati.

Attention

L’attention, o meccanismo di attenzione, consente al modello di stabilire quali elementi dell’input siano più rilevanti per produrre una determinata risposta. In una frase, per esempio, permette di collegare una parola ai termini precedenti o successivi necessari per interpretarne il ruolo. È una delle ragioni per cui i modelli moderni riescono a mantenere una maggiore coerenza nei testi complessi.

Parametri

I parametri sono i valori numerici interni che il modello regola durante l’addestramento. Possono essere immaginati come miliardi di «manopole» matematiche attraverso cui la rete apprende le relazioni presenti nei dati. Il numero di parametri è spesso utilizzato come indicatore della dimensione di un modello, ma non costituisce da solo una garanzia di qualità.

Dataset

Il dataset è l’insieme dei dati utilizzati per addestrare, verificare o valutare un sistema di AI. Può comprendere libri, articoli, immagini, registrazioni, codice, documenti e dati strutturati. La qualità del dataset influenza direttamente il modello. Informazioni incomplete, distorte o non rappresentative possono produrre errori e pregiudizi sistematici.

Training

Il training, o addestramento, è la fase nella quale il modello analizza grandi quantità di dati e modifica i propri parametri per apprenderne gli schemi. È generalmente la fase più costosa in termini di infrastruttura, potenza di calcolo ed energia. Per i grandi modelli fondazionali può richiedere migliaia di processori specializzati, sistemi di raffreddamento, reti ad alta velocità e investimenti considerevoli.

Inference

L’inference, o inferenza, è la fase in cui il modello già addestrato viene utilizzato per produrre una risposta. Ogni volta che un utente invia un prompt, il sistema esegue un’inferenza. È il momento commerciale dell’AI: quello in cui l’infrastruttura viene trasformata in un servizio disponibile tramite chatbot, applicazioni aziendali, piattaforme cloud o Api. Con la crescita del numero di utenti, anche il costo complessivo dell’inferenza può diventare molto elevato.

Token

I modelli non elaborano necessariamente parole intere. Suddividono il testo in unità più piccole chiamate token. Un token può corrispondere a una parola, a una parte di parola, a un numero, a un segno di punteggiatura o a un frammento di codice. I token rappresentano una delle principali unità di misura dell’economia dell’AI, perché molti servizi vengono tariffati in base al numero di token elaborati in input e generati in output.

Embedding

Gli embedding sono rappresentazioni numeriche di testi, immagini o altri contenuti. Elementi con significati simili vengono collocati in posizioni matematicamente vicine all’interno di uno spazio multidimensionale. Questa tecnica consente ai sistemi di effettuare ricerche basate sul significato, anziché sulla semplice corrispondenza tra parole.

Api

Le Application programming interface permettono a un software di comunicare con un modello di intelligenza artificiale. Attraverso una Api un’impresa può integrare funzioni generative all’interno di un sito, di un gestionale, di un sistema di assistenza o di una piattaforma proprietaria. Le Api trasformano il modello da prodotto isolato a infrastruttura programmabile.

Il funzionamento

Prompt

Il prompt è l’istruzione fornita al modello. Può essere testuale, vocale, visiva o composta da più elementi. Definisce il compito, il contesto, il risultato desiderato e gli eventuali vincoli. La qualità della risposta dipende anche dalla chiarezza del prompt, ma non esclusivamente da essa: contano inoltre il modello utilizzato, i dati disponibili e gli strumenti collegati.

Prompt engineering

Il prompt engineering è l’attività di progettazione e ottimizzazione delle istruzioni fornite a un modello. Un prompt efficace può specificare il ruolo dell’AI, l’obiettivo, il pubblico, il formato, il tono, i passaggi da seguire e i criteri di controllo. In ambito aziendale, il prompt engineering consente di rendere i risultati più uniformi e di trasformare richieste occasionali in procedure ripetibili.

Retrieval-augmented generation

La Rag, o Retrieval-augmented generation, permette al modello di consultare fonti esterne prima di generare una risposta. Il sistema cerca i documenti più pertinenti, li inserisce nel contesto e chiede al modello di rispondere sulla base delle informazioni recuperate. Per le imprese è una delle tecniche più utilizzate, perché consente di lavorare con dati aggiornati senza dover riaddestrare completamente il modello. La Rag può ridurre significativamente le allucinazioni, ma non garantisce di eliminarle.

Human in the loop

Il principio Human in the loop prevede che una persona controlli, approvi o corregga le decisioni del sistema. È particolarmente importante nei settori ad alto rischio, come credito, medicina, assicurazioni, diritto, sicurezza e gestione del personale. La supervisione umana consente di combinare velocità automatica e responsabilità decisionale.

Allucinazione

Un’allucinazione si verifica quando il modello produce un’informazione falsa, inesistente o non supportata, presentandola in modo grammaticalmente corretto e apparentemente convincente. Il fenomeno deriva dalla natura probabilistica dei modelli generativi, che sono progettati per produrre una continuazione plausibile, non per garantire automaticamente la verità di ogni affermazione. Ridurre le allucinazioni è una priorità tecnica ed economica, soprattutto nelle applicazioni professionali.

Le principali funzionalità aziendali

Generazione di testo

La text generation permette di produrre report, email, contratti, descrizioni commerciali, articoli e documentazione. Il beneficio economico principale consiste nella riduzione dei tempi di prima stesura. Il contenuto deve comunque essere controllato, soprattutto quando riguarda informazioni finanziarie, legali o normative.

Analisi e sintesi dei dati

I modelli generativi possono analizzare grandi quantità di documenti e dati per produrre sintesi, confronti, trend e risposte a domande specifiche. Possono trasformare materiale tecnico o finanziario in un riepilogo destinato al management, riducendo il tempo necessario per esaminare manualmente migliaia di pagine.

Generazione di immagini

I modelli di Image generation producono immagini a partire da una descrizione testuale o da un riferimento visivo. Sono utilizzati in pubblicità, design, moda, architettura, editoria e commercio elettronico. Il loro impiego solleva questioni relative a copyright, autenticità, rappresentazione delle persone e tracciabilità dei contenuti sintetici.

Generazione video

La Video generation permette di creare o modificare sequenze video attraverso istruzioni testuali. Questa tecnologia può ridurre i costi di produzione per contenuti pubblicitari, formazione e comunicazione aziendale. Rimane tuttavia elevato il rischio di utilizzi ingannevoli, tra cui la produzione di deepfake.

Generazione audio e voce

L’AI può generare musica, effetti sonori, doppiaggi e voci sintetiche. Le applicazioni comprendono podcast, assistenti vocali, accessibilità, formazione e localizzazione multilingue. Anche in questo ambito diventano centrali il consenso, i diritti sulla voce e la riconoscibilità dei contenuti artificiali.

Generazione di codice

La Code generation assiste gli sviluppatori nella scrittura, nel completamento e nella revisione del software. Può individuare errori, spiegare funzioni, generare test e tradurre codice da un linguaggio informatico a un altro. L’AI agisce come un copilota, ma il codice prodotto deve essere verificato per evitare vulnerabilità, errori e dipendenze non sicure.

Assistenza clienti

L’AI generativa può rispondere alle richieste, consultare documentazione, riassumere conversazioni e proporre soluzioni agli operatori. Nei sistemi più avanzati, un agente può anche aprire una pratica, aggiornare un ordine o avviare una procedura di rimborso, entro limiti definiti.

Ricerca documentale

Attraverso embedding, database vettoriali e Rag, l’AI può rendere interrogabili grandi archivi di documenti. L’utente non deve conoscere il nome preciso del file o la parola esatta presente nel testo: può formulare una domanda nel linguaggio naturale.

Supporto alle decisioni

I sistemi generativi possono sintetizzare scenari, confrontare alternative e mettere in evidenza rischi e opportunità. Non dovrebbero tuttavia essere considerati decisori autonomi nei contesti ad alto impatto. Il loro valore consiste principalmente nel velocizzare la raccolta e l’organizzazione delle informazioni.

Le tipologie di implementazione

Modello standard via piattaforma

È la soluzione più semplice: l’impresa utilizza un modello fondazionale attraverso un’applicazione già pronta. Richiede investimenti iniziali limitati e consente un’adozione rapida, ma offre meno controllo su personalizzazione, dati e integrazione.

Integrazione tramite Api

L’azienda collega un modello esterno ai propri software tramite Api. Questa soluzione consente di costruire applicazioni personalizzate senza dover addestrare un modello da zero. Il costo dipende generalmente dal volume di utilizzo, dal numero di token e dalle funzionalità richieste.

Rag aziendale

L’impresa collega il modello alle proprie basi documentali attraverso un sistema di retrieval. È una delle configurazioni più diffuse per assistenti interni, ricerca documentale e customer service. Permette di mantenere le informazioni nei sistemi aziendali e di aggiornarle senza modificare il modello fondazionale.

Fine-Tuning

L’azienda specializza un modello attraverso dati selezionati. Questa opzione è indicata quando servono comportamenti, formati o linguaggi molto specifici. Richiede però competenze tecniche, attività di valutazione e una governance più articolata.

Modello installato in ambiente privato

Alcune organizzazioni eseguono modelli open source o a pesi aperti all’interno della propria infrastruttura o di un cloud privato. Questa scelta offre maggiore controllo sui dati e sulla configurazione, ma richiede investimenti in hardware, sicurezza e competenze.

Architettura ibrida

Un’architettura ibrida utilizza modelli diversi a seconda del compito. Un modello più potente può essere riservato alle attività complesse, mentre modelli piccoli ed economici possono gestire classificazioni, sintesi o operazioni ripetitive. Questa strategia consente di bilanciare qualità, velocità, sicurezza e costi.

Small language model

Gli Slm, o Small language model, sono modelli linguistici di dimensioni più contenute rispetto agli Llm. Possono essere meno versatili, ma risultano più veloci, economici e adatti a essere eseguiti su dispositivi locali o infrastrutture aziendali. Per molte applicazioni specializzate, un modello più piccolo può offrire un rapporto costi-benefici migliore.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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