Lungo la Bre.Be.Mi, viaggiando verso Milano, qualcosa si è rinnovato nel paesaggio: nuovi sostegni hanno sostituito i vecchi tralicci della rete di trasmissione dell’energia, facendo tornare alla mente lo spot dell’Enel, trasmesso in tv e nelle sale cinematografiche, con i tecnici che posavano i cavi pedalando su un seggiolino sospeso tra un pilone e l’altro.
Non è più così. Nuove tecniche di posa hanno preso il posto di quelle d’un tempo, sul campo della distribuzione dal 1999 c’è Terna, principale operatore indipendente in Europa per la trasmissione di energia elettrica, responsabile della gestione, manutenzione e sviluppo della rete ad alta e altissima tensione in Italia, gruppo che gestisce 74.000 km di linee elettriche ad alta tensione e oltre 870 stazioni di trasformazione/smistamento nel Paese.
Il big della trasmissione
Insomma, il «regista» della rete non produce né vende energia, ma la trasporta svecchiando le reti, di cui il 40% di quelle europee ha più di 40 anni e deve essere modernizzato. Con oltre 450 dipendenti, Terna gestisce in Lombardia 8.450 km di linee e 136 stazioni elettriche, confermando il proprio ruolo nello sviluppo e nella sicurezza del sistema elettrico regionale, sicurezza che nel Bresciano ha un ruolo decisivo per l’elevata presenza di imprese energivore alle quali non può esser fatta mancare l’energia.
I numeri a Brescia
Complessivamente nel Bresciano si consumano oltre 11.000 Gwh (251 in agricoltura, 1422 per uso domestico, 8153 nell’industria e 1984 nei servizi. Aree di consumo (oltre 280.000 GWh in Italia e oltre 62.000 in Lombardia) che non possono permettersi interruzioni che bloccherebbero i processi di lavoro.
Lungo la Bre.Be.Mi il progetto di ammodernamento della linea elettrica Cassano-Chiari, tra le province di Milano, Bergamo e Brescia ha previsto la riqualificazione a 380 kV (equivalenti a 380.000 volt) dell’esistente elettrodotto a 220 kV lungo 36 km tra Cassano d’Adda (provincia di Milano) e Chiari (provincia di Brescia).
L’obiettivo è quello di aumentare l’efficienza e la stabilità (quest’ultima - va ripetuto - fondamentale nei processi di lavoro delle imprese) della rete in Lombardia e in tutto il Nord Italia, con un’opera il cui investimento è di circa 60 milioni di euro.
I comuni interessati sono quelli del Milanese (1): Cassano d’Adda; della provincia di Bergamo (9): Casirate d’Adda, Treviglio, Calvenzano, Caravaggio, Bariano, Romano di Lombardia, Covo, Antegnate, e Calcio; mentre in provincia di Brescia i comuni interessati sono tre: Urago d’Oglio, Rudiano e Chiari, comuni nei quali il rinnovamento della rete interessa imprese importanti.
I lavori
Attualmente, l’opera è in fase di completamento e rimangono da installare due sostegni: uno vicino e uno all’interno della centrale di Cassano d’Adda del produttore locale (A2A). Per il sostegno all’esterno, le attività riprenderanno solo dopo la fine del periodo di fermo indicato dal parco Adda per tutelare la nidificazione della fauna avicola locale.
Le tesature (passaggio tecnico di una certa complessità perché gli addetti lavorano in quota), ovvero la posa dei conduttori elettrici e degli accessori, sono in corso e termineranno a novembre. Operazioni ben visibili dalla Bre.Be.Mi dove, nei tratti in cui i cavi in posa devono scavalcare o la Bre.Be.Mi stessa, oppure sovrastare tratti della linea dell’Alta Velocità, sono state tese delle reti la cui funzione è quella di trattenere sospesi i cavi in caso di caduta.
Del vecchio elettrodotto non rimarrà nulla: sono infatti quasi ultimate le demolizioni dell’impianto a 220 kV (kilo volt, pari a 220.000 volt) in fase di sostituzione, mancando due campate e due sostegni da eliminare all’ingresso della storica centrale elettrica di Cassano d’Adda realizzata nel 1960, con l’entrata in funzione del primo gruppo a vapore da 75 MW nel 1961. Parte del gruppo A2A, nella centrale era stato inaugurato nel 1984 il secondo gruppo a vapore da 320 MW, con un restyling architettonico firmato dall’architetto Mario Bellini. Dal 1992, l’impianto ha subito interventi per ridurre l’impatto ambientale, inclusa la tecnologia gas reburning sulle caldaie per ridurre gli ossidi di azoto.



