L’intelligenza artificiale è una tecnologia rivoluzionaria, ma anche molto energivora. Per essere addestrati e per funzionare i modelli di AI hanno bisogno di grandi quantità di elettricità, un consumo energetico che è sempre più in crescita: secondo uno studio dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), nel 2025 la domanda globale di elettricità dei data center (infrastrutture fondamentali per il funzionamento dei modelli di AI) è cresciuta del 17%, mentre il consumo dei data center dedicati soltanto all’Intelligenza artificiale è aumentato del 50%. Tuttavia, da quando il blocco dello stretto di Hormuz ha innescato una grave crisi energetica – «la peggiore della storia», secondo il direttore dell’Aie, Fatih Birol – viene da chiedersi quanto anche lo sviluppo dell’intelligenza artificiale ne sarà condizionato o, addirittura, messo in crisi.
Cosa serve all’AI per funzionare
Per provare a rispondere a questa domanda, occorre vedere nel dettaglio cosa serve a un modello di intelligenza artificiale per funzionare. «Sono sistemi che richiedono molta potenza, sia per la parte computazionale legata a processori che consumano molta energia, ma anche al raffreddamento stesso di queste unità», spiega Paolo Iora, professore di Tecnologie innovative per la decarbonizzazione dell’energia all’Università degli studi di Brescia.



