Economia

Terna sconta l’energia alle industrie: bonus per chi lavora a Pasqua

Flavio Archetti
Un’occasione ghiotta per le imprese, che possono approfittare di prezzi ridotti: i lavoratori cancellano le vacanze per ricevere il premio
L'interno di una fonderia, foto rappresentativa
L'interno di una fonderia, foto rappresentativa
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Con i costi di petrolio e gas alle stelle, l’energia è sempre più cara e l’opportunità di accaparrarsene a prezzi non ridotti, ma addirittura ridottissimi, è per le imprese un’occasione ghiotta, soprattutto per quelle più energivore come le fonderie. La situazione non è sfuggita a Terna, che in previsione di prossimi surplus di elettricità da fotovoltaico nei giorni festivi di Pasqua e Pasquetta, ha bussato alla porta degli imprenditori dell’industria pesante per chiedere: volete un po’ di energia sotto costo? La riposta? Non poteva che essere affermativa, perché i tempi non sono brillanti per i profitti e nemmeno per chi deve sostenere spese sempre crescenti da stipendiato, magari con famiglia a carico.

Il bonus

Così in alcune delle fonderie bresciane, tra cui in queste ore sono trapelati i nomi di Duferco (San Zeno), Feralpi (Lonato), Ferriere Valsabbia (Odolo), Acciaierie Venete (Lonato), Ori Martin e Alfa Acciai (in città), si è avuta l’idea di trasformare il 5 e 6 aprile prossimi in due giorni di lavoro normale, e per farlo si è pensato di riconoscere un «premio» i lavoratori disponibili a trascorrerli in azienda con cifre che si aggirerebbero tra i 300 e i 400 euro a giornata. Gli operai, non si sarebbero tirati indietro, e già in molti avrebbero dato la loro disponibilità.

Visti i buoni riscontri tra i dipendenti, e visto che l’energia da Terna è prevista scontatissima anche il 25 aprile e il primo maggio, le fonderie di casa nostra avrebbero già messo in calendario lavoro extra e grossi stipendi anche per quei due giorni, rivoluzionando di fatto il calendario lavorativo tradizionale.

I sindacati

Una rivoluzione che in Assofond hanno paragonato a quella di tre estati fa, quando il costo dell’energia elettrica era altissimo e si erano spostate le ferie per coprire con pause programmate i giorni dei massimi picchi, ma che i sindacati dei metalmeccanici bresciani non hanno preso bene. «Non siamo disponibili a trattate questioni come questa – spiega il segretario di Fiom Brescia Maurizio Oreggia –. Non stiamo parlando solo di una questione lavorativa ma di un tema ampio che coinvolge la nostra cultura della festa, il rispetto per la famiglia e la conciliazione dei tempi di vita e lavoro».

«La turbolenza dei mercati preoccupa noi e le imprese – gli fa eco il segretario generale di Cisl Brescia Alberto Pluda – però al centro dell’interesse deve esserci sempre la persona. Le aziende hanno responsabilità anche per la qualità della vita dei lavoratori. Così si rischia che i bilanci sovrastino tutto». Molto critico anche Mario Bailo, leader della Uil: «In questo caso si specula sui lavoratori: gli si riconosce un contentino ma si vanno a scavalcare dei valori fondamentali. Quando si devono rinnovare i contratti perché non è mai il momento giusto?».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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