A qualcuno sarà capitato di vederlo sfrecciare sulla sua cargo bike azzurra. A Brescia, Ernst Johannes Prosman è un rider sui generis. Fa consegne a domicilio pedalando, ma non lavora a chiamata per le piattaforme: si è messo in proprio, con la propria azienda «Fischietto delivery», sulla falsariga, racconta, di quanto si fa in alcune nazioni del Nord Europa, in particolare nei Paesi Bassi, sua nazione d’origine. Una scelta che potrebbe apparire in controtendenza rispetto alle storie dei rider che, invece, finiscono a fare consegne in bici per conto di piattaforme e che spesso denunciano condizioni lavorative difficili, paghe basse, una vita di corsa per cercare di effettuare più ordini possibili.
La scelta di Ernst Prosman
La giornata lavorativa di Prosman, invece, si svolge in modo diverso. Niente algoritmi né piattaforme: chi vuole mettersi in contatto con lui prenota una consegna dal suo sito oppure al telefono. I suoi clienti sono locali convenzionati con la sua attività – ristoranti, fornerie, fruttivendoli, ma non solo: «Lavoro anche per degli studi di commercialisti: chiamano me per inviare documenti perché sono più veloce di un corriere che si sposta con un furgone».
L'attività di Fischietto è iniziata circa un anno fa. Trentacinquenne, Prosman è nato nei Paesi Bassi, ma si definisce «bresciano d’adozione». È laureato in ingegneria gestionale e logistica: «Ho fatto il dottorato in Danimarca, dove ho conosciuto la mia compagna, che è italiana. Dopo ci siamo trasferiti in Italia e ho lavorato come assistant professor al Politecnico di Milano». Tuttavia, come racconta sul suo sito, i suoi lavori preferiti sono sempre stati quelli che faceva da studente: «Lavorare al supermercato, come fornaio, fare il venditore al mercato e consegnare i giornali a domicilio».
E poi c’è la bici, altra grande passione: «Ho quindi deciso di copiare le aziende olandesi che fanno consegne in bicicletta: per me è un modo nel mio piccolo per fare la differenza».
Le consegne
Sul sito di Fischietto sono elencati i locali (una ventina) con cui è convenzionato il servizio di Prosman. Per riuscire a gestire le consegne, racconta, ha diviso la città in sei zone, ad ognuna delle quali è associata una fascia oraria in cui viene garantito il recapito. «Facciamo diversi tipi di servizi – spiega Ernst Prosman –. Il primo sono ovviamente le consegne per negozi, fruttivendoli, panetterie e altre attività. E ci sono anche le consegne con i corrieri, il cosiddetto servizio “del primo miglio”, molto diffuso nei Paesi Bassi: quando qualcuno effettua una consegna per una destinazione fuori città, io faccio il primo miglio in bicicletta: ritiro il pacco dal negozio e lo porto al magazzino più vicino all’autostrada, da cui poi parte con il corriere. In questo modo il primo miglio del viaggio del pacco è più sostenibile».
In media, spiega, «riesce a fare circa 30 consegne al giorno. Ma l’obiettivo è arrivare a farne il doppio entro fine anno».

Il tema rider
Il suo lavoro è diverso da quello che fa un fattorino per una piattaforma: «Non consegno cibo a domicilio, tranne che per un ristorante che fa servizio mensa e per alcuni clienti a cui porto frutta, verdura e pane da fruttivendoli e fornerie convenzionate. Ma non consegno a casa la pizza».
La questione del lavoro dei rider è un «grande tema» a suo dire: «Secondo me, in sé non è sbagliato essere pagati a ore o a consegna. Però sicuramente i fattorini della piattaforme dovrebbero essere pagati di più. Il problema è che tante persone e attività non vogliono pagare di più per una spedizione: è capitato anche a me tantissime volte che mi offrissero, per esempio, cinque euro per una consegna che mi impegna per mezz'ora. E se chiedi di più, sei considerato troppo costoso. Il problema di fondo è che anche tante attività in città stanno soffrendo, e anche questo ha una sua motivazione. Una cosa che si potrebbe migliorare, però, è offrire ai rider un posto dove andare in bagno e dove aspettare le consegne quando piove o fa freddo. E forse le piattaforme dovrebbero assumersi maggiori responsabilità nei confronti dei rider».
«Veloce e green»
Ma perché viene i suoi clienti lo scelgono? «Più che per il costo, i clienti scelgono Fischietto per la qualità del servizio: non perdo pacchi, sono puntuale, offro un tracciamento personalizzato con il logo del cliente e, anche quando le spedizioni vengono affidate ai corrieri nazionali con cui collaboro, se c'è un problema lo risolvo io senza disturbare i miei clienti. La sostenibilità è importante per alcuni clienti, ma è soprattutto un valore aggiunto». Tra i locali per cui lavora c’è anche una farmacia: «Nei Paesi Bassi è molto diffusa anche la consegna di medicinali per mezzo di corrieri in bici».
Con i clienti – gestori di locali o singole persone – si è creato nel tempo un rapporto che va oltre il lavoro: «Di quasi tutti sono diventato amico – racconta –. Tanti mi offrono il caffè quando arrivo, la parte sociale di questo lavoro è molto forte e questo per me è molto importante».
E Brescia com’è per chi fa un lavoro come questo? «Sono arrivato qui sette anni fa e secondo me la sicurezza della strada è migliorata tanto – conclude –. Ci sono più piste ciclabili e giri abbastanza tranquillo, tranne un paio di strade che sono proprio da evitare».




