La vendemmia 2026 in provincia di Brescia si avvia verso le battute conclusive, al termine di una campagna particolarmente anticipata e caratterizzata da risultati differenti da zona a zona, anche a causa di un clima poco favorevole. In altre parole: meno quantità ma uve sane e di qualità.
Le operazioni non sono tuttavia terminate ovunque. Alla seconda metà di settembre risultavano ancora in raccolta alcuni vigneti della Valtènesi e del Lugana, ai quali si aggiungono le partite più tardive delle zone collinari del Montenetto. Anche in Valcamonica e nel Botticino i tempi vengono valutati vigneto per vigneto, sulla base della maturazione delle uve rosse e dell’andamento meteorologico degli ultimi giorni.
Le testimonianze
«È stata un’annata particolarmente impegnativa dal punto di vista climatico – commenta Cristian Campana vignaiolo dell’azienda Noventa – dove le bizzarrie del tempo hanno messo a dura prova le vigne. L’uva rimasta dalle precoci grandinate è poi fortunatamente maturata in un clima ottimale che ha fatto sì che la 2026 a Botticino sarà un’annata eccezionale dal punto di vista qualitativo e che darà vita a vini molto longevi».
Tuttavia – come ha rimarcato la recente analisi dell’ufficio tecnico di Coldiretti Brescia – la Franciacorta aveva aperto eccezionalmente la stagione già il 30 luglio, partendo dai vigneti di Gussago e del Monte Orfano. Mai prima d’ora la denominazione aveva avviato la vendemmia nel mese di luglio. Chardonnay, Pinot nero e Pinot bianco destinati alle basi spumante sono stati raccolti rapidamente per preservare acidità, freschezza ed equilibrio.
Il calendario
La qualità delle uve è stata giudicata generalmente buona, ma la quantità risulta penalizzata dalle grandinate e dalla siccità. Nelle zone franciacortine più colpite, le prime valutazioni avevano indicato una possibile flessione produttiva compresa tra il 20 e il 30 per cento. Anche in Lugana e in Valtènesi la raccolta è iniziata in anticipo. Sul Garda le prime aziende sono entrate nei vigneti intorno al 19 agosto per le uve destinate ai rosati e ai bianchi, mentre dal 25 agosto la vendemmia ha iniziato a coinvolgere in modo più ampio le varietà a bacca nera. I grappoli si sono presentati sani, equilibrati e con un buon livello di maturazione, pur con quantità inferiori alle attese iniziali.
«Possiamo dire che la vendemmia 2026 ci restituisce un quadro complessivamente positivo dal punto di vista qualitativo, nonostante un’annata complessa e caratterizzata da un anticipo eccezionale – ha spiegato Laura Facchetti, presidente di Coldiretti Brescia – le nostre aziende hanno dovuto confrontarsi ancora una volta con gli effetti di un clima sempre più imprevedibile, tra temperature elevate, siccità e grandinate che in alcune zone hanno inciso in maniera importante sulle rese. Ricordiamoci che dietro ogni bottiglia ci sono mesi di lavoro, investimenti e competenze: per questo è fondamentale continuare a tutelare il valore delle nostre produzioni e garantire il giusto riconoscimento economico alle imprese agricole».
Il quadro
Anche perché il quadro sanitario delle uve resta nel complesso positivo perché le precipitazioni limitate hanno favorito la formazione di bucce più spesse e ridotto l’incidenza delle principali malattie fungine, consentendo alle varietà più tardive di arrivare alla raccolta in buone condizioni. Il giudizio definitivo potrà arrivare soltanto quando anche gli ultimi grappoli saranno stati conferiti e le cantine avranno completato le prime fermentazioni.
La fotografia provvisoria è però già abbastanza nitida: il 2026 sarà ricordato come l’anno dell’anticipo record, delle rese contenute e di una qualità che, nonostante un clima complesso, promette risultati positivi e interessanti.



