Sabaf, Cembre, Gefran: sulle trimestrali lo spettro della guerra

Le tre società quotate bresciane hanno presentato i risultati del primo trimestre del 2026, tra certezze, solidità e qualche incertezza legata al contesto geopolitico
La guerra in Medio Oriente sta creando difficoltà alle aziende bresciane
La guerra in Medio Oriente sta creando difficoltà alle aziende bresciane

La guerra in Medio Oriente pesa sui conti e sulle prospettive delle quotate bresciane. Sabaf, Cembre e Gefran aprono la stagione delle trimestrali mostrando risultati ancora solidi, ma dentro uno scenario segnato da incertezze geopolitiche, costi sotto pressione e mercati più prudenti.

Sabaf

Il gruppo Sabaf archivia il primo trimestre del 2026 con ricavi di vendita normalizzati in calo del 6,2% a 70 milioni di euro: le vendite hanno continuato a crescere in Europa (22,9 milioni, +8%) e in Sud America (9,6 milioni, +2,5%), ma le aree maggiormente esposte alle tensioni geopolitiche hanno evidenziato una marcata debolezza, con vendite in Turchia a 16 milioni (-16,5%) e in Africa e Medio Oriente a 2,1 milioni (-49,3%). In Nord America il Gruppo ha conseguito ricavi per 15,3 milioni (-7,6%).

«In uno scenario di mercato più sfidante del previsto – ha commentato l’a.d. Gianluca Beschi –, in cui sono evidenti gli effetti delle tensioni politico-economiche internazionali, Sabaf ha chiuso il primo trimestre con risultati soddisfacenti. Solido posizionamento competitivo, diversificazione geografica della presenza produttiva e del portafoglio d’offerta ci permettono di rispondere efficacemente alle complessità di questa fase. Continuiamo a fare leva su innovazione, sinergie di gruppo ed efficienza operativa per consolidare la nostra leadership e creare le basi per la crescita futura».

L’ad di Sabaf Gianluca Beschi
L’ad di Sabaf Gianluca Beschi

L’Ebitda normalizzato di Sabaf è pari a 9,5 milioni, pari al 13,6% delle vendite (10,4 milioni e 14% delle vendite nel 2025). L’utile netto normalizzato cala a 2,6 milioni da 3,5 milioni del 2025. Nel trimestre sono stati investiti 3,4 milioni e al 31 marzo 2026 l’indebitamento finanziario netto è di 79,3 milioni (75,2 milioni di euro al 31 dicembre 2025 e 70,6 milioni di euro al 31 marzo 2025. «L’andamento delle vendite e l’entrata ordini di aprile e di maggio prospettano un miglioramento dei risultati nel secondo trimestre», si legge in una nota. «Il conflitto mediorientale sta causando importanti pressioni inflazionistiche sulle materie prime e sull’energia, a fronte delle quali il gruppo ha già avviato azioni di adeguamento dei prezzi di vendita», non nascondo dalla sede di Ospitaletto.

Cembre

Cembre ha registrato ricavi consolidati per 68,3 milioni di euro nel primo trimestre 2026, in crescita del 13,9% rispetto al primo trimestre 2025. Le vendite in Italia aumentano del 19,9% a 30,3 milioni, mentre quelle estere del 9,5% a 38 milioni. L’Ebitda si attesta a circa 23 milioni (+17,3%). L’utile netto consolidato del periodo sale del 17,8% a 14 milioni di euro. La posizione finanziaria netta consolidata al 31 marzo 2026 è negativa per 1 milione di euro, rispetto a -0,5 milioni al 31 dicembre 2025 e a +7,1 milioni a fine marzo dell'anno scorso.

Allargando poi la prospettiva ad aprile, «le vendite progressive del gruppo nei primi quattro mesi del 2026 segnano una crescita pari al 13,6% sui primi 4 mesi del 2025, confermando il dato positivo di crescita registrato nel primo trimestre. Si stima nel 2026 una crescita del fatturato consolidato del gruppo Cembre ed un positivo risultato economico», ha commentato l’ad di Cembre, Giovanni Rosani.

Giovanni Rosati, ad di Cembre
Giovanni Rosati, ad di Cembre

Il risultato operativo lordo consolidato (Ebitda) del primo trimestre 2026, pari a 22,9 milioni, corrisponde al 33,6% dei ricavi delle vendite ed è aumentato del 17,3% rispetto a quello dei primi tre mesi del 2025, pari a 19,57 milioni, corrispondenti al 32,6% dei ricavi delle vendite. In diminuzione, nel periodo, l’incidenza del costo del venduto, mentre aumenta il peso del costo per servizi. Nonostante il costo del personale in valore assoluto sia aumentato del 12,1% rispetto al primo trimestre 2025, soprattutto a seguito dell’aumento del numero medio dei lavoratori del gruppo passati da 926 collaboratori del primo trimestre 2025 a 987 del primo trimestre 2026, l’incidenza percentuale del costo del personale sul fatturato è lievemente diminuita passando dal 26,5% al 26,1%.

Nel trimestre il gruppo bresciano ha effettuato investimenti per 5,6 milioni in linea con lo scorso anno. Nella nota diffusa nel pomeriggio di ieri, la società di via Serenissima ha infine comunicato che il Consiglio di amministrazione ha deliberato l’avvio di un programma di acquisto di azioni proprie a seguito dell’autorizzazione dell’assemblea (il 29 aprile scorso).

Gefran

Gefran chiude il primo trimestre del 2026 con ricavi per 36,3 milioni di euro, in linea con il medesimo periodo del 2025 e nonostante l’andamento delle valute estere abbia inciso negativamente sul totale vendite (al netto di tale effetto si mostrerebbero superiori del 2,8% rispetto al trimestre di confronto). I ricavi realizzati dalla controllata CZ Elettronica, entrata nel gruppo nel secondo trimestre 2025 (0,2 milioni), compensano comunque parte della diminuzione.

Marcello Perini, ad di Gefran
Marcello Perini, ad di Gefran

«Il primo trimestre del 2026 si è chiuso con risultati superiori alle attese, nonostante uno scenario globale che da inizio anno rimane complesso» commenta Marcello Perini, amministratore delegato del gruppo. «Proseguiamo con determinazione nell’attuazione del piano di sviluppo commerciale e di innovazione tecnologica e di prodotto – aggiunge – una scelta strategica che nel breve periodo incide lievemente sulla marginalità, ma ne preserva la solidità e sostiene la crescita futura. Continuiamo a prestare attenzione agli effetti potenziali delle tensioni geopolitiche sul contesto economico complessivo, e guardiamo con fiducia al prossimo trimestre, per il quale prevediamo una crescita moderata rispetto allo scorso anno e una marginalità positiva».

Il margine operativo lordo (Ebitda) al 31 marzo risulta positivo per 7,1 milioni, pari al 19,4% dei ricavi, rispetto ai 7,8 milioni (21,5% dei ricavi) e la diminuzione riflette «maggiori costi per la gestione operativa», registrati rispetto al periodo di confronto. Il risultato operativo (ebit) al 31 marzo 2026 è positivo, ammonta 5 milioni (13,7% dei ricavi) in calo dai 5,9 milioni del primo trimestre 2025 (16,1% dei ricavi).

Il risultato netto del gruppo è positivo, ammonta a 3,7 milioni (10,2% sui ricavi) in diminuzione rispetto al risultato pari a 4,1 milioni del primo trimestre 2025 (11,2% sui ricavi), registrando una flessione di 0,4 milioni. La posizione finanziaria netta è positiva e pari a 31,6 milioni, mentre il dato di fine 2025 era positivo per 32,8 milioni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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