Gefran: «20 milioni per il nuovo quartier generale a Provaglio d’Iseo»

«Stiamo crescendo e per crescere serve spazio». L’incipit con cui la presidente Maria Chiara Franceschetti introduce il progetto del nuovo quartier generale di Gefran potrebbe apparire convenzionale, ma non lo è. Il modo di fare impresa ereditato da papà Ennio è molto complesso («Ho da poco festeggiato gli ottant’anni, ma resto un sognatore», disse in una delle sue ultime interviste): il mercato, peraltro, non fa sconti a chi si fa trovare impreparato. Di conseguenza, anche la fabbrica, intesa come luogo di lavoro, ha assunto per Maria Chiara e sua sorella Giovanna Franceschetti (vicepresidente) una dimensione molto più articolata rispetto a quanto si possa comunemente ritrovare nelle letteratura industriale.

Per loro la fabbrica è fatta sì di lavoro, ma anche di comunità, di innovazione e bellezza, di profitto e ambiente, di famiglia e qualità delle relazioni, in particolare per ciò che riguarda il prezioso rapporto con i propri collaboratori. «Siamo la seconda generazione alla guida dell’azienda – continua Maria Chiara – e con questo progetto stiamo costruendo il nostro futuro».
Da fine anno, a Provaglio d’Iseo, è aperto il cantiere del nuovo sito produttivo e tecnologico di Gefran. Lì, in via Stazione Vecchia, su un’area di quasi 20mila metri quadrati, la società quotata a Piazza Affari (132,6 milioni di ricavi nel 2024)riqualificherà un edificio già di sua proprietà per trasformarlo nella nuova sede del gruppo.
Un investimento di 20 milioni di euro. «Una cifra che corrisponde quasi al doppio degli investimenti fin qui sostenuti ogni anno – evidenzia l’imprenditrice –. Una spesa, tuttavia, che consideriamo strategica per la crescita della nostra azienda: mi creda, lo spazio in cui tecnologia, innovazione e qualità de lavoro trovano coniugazione sono determinanti per il futuro di Gefran».
Il punto
Il nuovo stabilimento sorge in una zona artigianale dove la società bresciana specializzata nella progettazione e produzione di sensori, sistemi e componenti per l’automazione e il controllo dei processi industriali, conta altri due siti produttivi. «In questo modo daremo vita a un polo integrato costituito da tre stabilimenti collegati tra loro: una configurazione che ottimizza i flussi e rende più efficiente il coordinamento tra le attività», conviene Franceschetti.
Il gruppo Gefran conta 750 dipendenti, di cui oltre 450 in Italia. La realtà bresciana che opera come partner tecnologico globale a supporto della trasformazione digitale e sostenibile dei processi produttivi è attiva direttamente sui principali mercati internazionali attraverso filiali commerciali in Italia, Francia, Germania, Svizzera, Regno Unito, Belgio, Stati Uniti, Brasile, Cina, Singapore e India, e tramite filiali produttive anche in Svizzera, Brasile, Stati Uniti e Cina.
Il termine dei lavori è previsto nel secondo trimestre del 2027. «Siamo convinti che il nostro modo di fare impresa sia ancora competitivo grazie all’innovazione dei processi e all’integrazione verticale che ci caratterizza – continua –. Il nostro business si sviluppa su scala globale, abbiamo dei presidi produttivi anche negli States e in Cina, ma abbiamo deciso di mantenere a Provaglio, qui dove è nata Gefran, il centro nevralgico dei nostri processi, in un ambiente di lavoro che integra funzioni, competenze e flussi operativi. Per questo motivo, abbiamo bisogno di nuovi spazi, di aree progettate per favorire la collaborazione e migliorare la vicinanza tra le diverse funzioni dell’azienda, perché la prossimità fisica è per noi un valore concreto: riduce i tempi, migliora la qualità delle decisioni e rafforza la continuità dei processi».
Il progetto
La rigenerazione dell’area di via Stazione Vecchia contempla una particolare integrazione della fabbrica in quella zona vicina alle Torbiere. Tant’è che a corredo del progetto architettonico è stato sviluppato uno studio agronomico, per promuovere specie autoctone e soluzioni capaci di rispettare la biodiversità del territorio, mitigando l’impatto dello stabilimento e valorizzando il paesaggio.
Inoltre, sono previsti interventi di efficientamento energetico e la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 500 kWp, a supporto del fabbisogno energetico del sito e coerenti con un modello di sviluppo sostenibile e responsabile. «Questo progetto – chiude Maria Chiara Franceschetti – rappresenta un segno concreto di ciò che siamo e di come vogliamo continuare a crescere».
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