Imprese

«La fine della guerra in Ucraina aprirà una stagione di crescita»

Il presidente di Fonderie Glisenti, Roberto Dalla Bona, è ottimista: la ricostruzione farà da volano all’economia del Paese e di Brescia. Il gruppo investe 4,5 milioni per due nuovi forni elettrici
Uno dei nuovi forni elettrici della Fonderie Guido Glisenti a Villa Carcina
Uno dei nuovi forni elettrici della Fonderie Guido Glisenti a Villa Carcina
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«Voglio guardare al futuro con ottimismo. Per la metallurgia bresciana si potrebbe aprire una grande stagione di crescita. Tutto dipenderà dalla fine della guerra russo-ucraina: la ricostruzione del Paese dell’Est darà una spinta all’economia italiana». Con queste parole il presidente Roberto Dalla Bona traccia uno scenario di fiducia per un comparto fortemente penalizzato dal caro-energia.

Il presidente di Fonderie Glisenti, Roberto Dalla Bona
Il presidente di Fonderie Glisenti, Roberto Dalla Bona

Una visione sostenuta da scelte industriali concrete e investimenti strategici, come quello realizzato a Villa Carcina, dove la Fonderie Guido Glisenti ha installato due nuovi forni fusori di ultima generazione e con elevato contenuto tecnologico per rafforzare competitività, efficienza energetica e presenza sui mercati internazionali.

I due nuovi forni elettrici

L’investimento è stato di 4,5 milioni di euro (rientrano nell’agevolazione Transizione 5.0), ai quali si aggiungeranno ulteriori 3 milioni di euro nel 2026 per nuovi interventi legati alla metallurgia, tra cui diffusione, colata e trattamenti del metallo liquido. Un piano industriale strategico orientato all’innovazione, all’efficientamento energetico e al consolidamento competitivo sui mercati internazionali.

«I nuovi impianti forniti da un primario player tedesco di riferimento mondiale - spiega Dalla Bona -, operano in configurazione tandem con sistema Duomelt (capacità nominale di 14.000 chilogrammi, potenza complessiva pari a 8.000 kW e frequenza di esercizio a 250 Hz). L’adozione di questa tecnologia consente cicli di fusione più rapidi, un incremento della produttività e una gestione più efficiente del reparto, con benefici significativi anche in termini ambientali».

L’ottimizzazione dei consumi energetici contribuirà anche a ridurre le emissioni indirette di CO2, che rappresentano circa il 98% della carbon footprint aziendale.

«Abbiamo perseguito l’efficientamento energetico, visto che l’energia è uno dei costi principali - spiega Dalla Bona - e con questo investimento abbiamo limitato i danni dell’aumento dei costi». L’intervento rientra negli incentivi Transizione 5.0 e beneficia delle misure governative a sostegno del settore. «Non siamo più "esodati" - aggiunge - e arriveranno i crediti d’imposta sugli investimenti già realizzati».

La strategia: puntare sull’internazionalizzazione

L’investimento si inserisce in una strategia più ampia di sviluppo e internazionalizzazione. Tra le iniziative più rilevanti spicca la partecipazione alla fiera CastForge 2026 che si svolgerà il prossimo giugno a Stoccarda. «È la prima volta che partecipiamo a una fiera di quel tenore - sottolinea Dalla Bona - probabilmente la più importante al mondo per il settore della fusione e della forgiatura, con player provenienti da tutto il mondo».

Alla manifestazione l’azienda sarà presente insieme alla controllata Fonderia Lead Time di Caldarola, nelle Marche. «Ci prefiggiamo di metterci in mostra a livello internazionale: oggi la quota export vale il 20% del fatturato», spiega il presidente. L’obiettivo è rafforzare il posizionamento nei settori strategici delle macchine agricole, del movimento terra, dei veicoli commerciali e dell’automotive.

Proprio questa diversificazione rappresenta uno dei punti di forza dell’industria italiana rispetto alla concorrenza tedesca. «Le fonderie tedesche stanno attraversando una fase di forte difficoltà dovuta alla crisi dell’automotive. Noi operiamo in più settori: i comparti delle macchine agricole e del movimento terra hanno tenuto. La diversificazione è stata la nostra forza», evidenzia Dalla Bona.

I numeri del 2025 e le previsioni sul 2026

Nonostante un contesto complesso, il 2025 si è chiuso per il gruppo guidato da Roberto Dalla Bona con risultati positivi. «Approveremo i conti nei prossimi giorni, ma l’esercizio è andato bene e il bilancio chiuderà con un leggero utile», afferma il presidente. Il fatturato della Fonderie Guido Glisenti si è attestato a 57 milioni di euro, mentre il consolidato, includendo quindi anche Fonderia Lead Time, sfiora i 100 milioni».

Il 2026? «Nei primi mesi di quest’anno siamo in linea con i primi mesi del 2025». Considerando le condizioni congiunturali in cui opera il settore è già una buona notizia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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