Guerra in Ucraina, l’Iran dice male a Kiev

La situazione in Medio Oriente offusca quella nell’Est Europa, ma anche lì si è ben lungi dall’epilogo
Un soldato ucraino - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Un soldato ucraino - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
AA

Quasi scomparsa dall’orizzonte internazionale, offuscato dalle nubi degli incendi che divampano in Medio Oriente, la guerra in Ucraina è ben lungi dall’epilogo. Anzi, dopo un inverno terribile, che ha congelato nel vero senso della parola gran parte delle azioni, i combattimenti sono ripresi con una intensità che però varia lungo le diverse direttrici.

In sintesi si può dire che per quattro mesi, da fine ottobre, l’andamento delle conquiste territoriali dei russi sia rallentato e che, anzi, in alcune aree, come attorno al Hulyaipole, nella regione di Zaporizhzhia, gli ucraini siano passati al contrattacco, costringendoli al riposizionamento: le geolocalizzazioni rilevano oggi una «zona grigia» di circa 200 kmq in cui ci si contende con alterne fortune il possesso di piccoli agglomerati di case. Si tratta però di scontri tra piccole unità, raramente con impiego di forze corazzate, penalizzate dall’intensità d’impiego dei droni: scontri che non causano capovolgimenti di fronte, ma sono sfruttati di volta in volta mediaticamente dai contendenti.

I russi accumulano truppe nelle zone di Pokrovsk, Hulyaipole, Kostjantynivka e Dobropilla, preludio ad un’offensiva che presumibilmente si protrarrà per la primavera-estate. Hanno ripreso manovre a tenaglia, mirando come sempre a chiudere gli obiettivi principali dentro sacche, veri e propri «calderoni» martoriati dal lancio delle potentissime bombe plananti, sganciate dai caccia anche da 100 km, in cui è difficile se non impossibile rifornire i difensori.

Nel Donbass è evidente il tentativo di giungere dai fianchi su Sloviansk (con Kramatorsk la città più grande che manca alla conquista della contesissima regione) cercando di bypassare le linee nuovamente munite che gli ucraini han potuto allestire durante l’inverno, il cui rigore ha favorito i difensori (allestimenti che risultano evidenti specie nella zona di Zaporizhzhia). Se cadesse Sloviansk sarebbe segnata anche la sorte di Lyman, su cui la pressione è costante pur senza avanzamenti decisivi, che resterebbe inesorabilmente tagliata fuori.

Al di là del temporaneo rallentamento russo, non è un momento facile per Kiev: le monarchie del Golfo reclamano (e ottengono) forniture di sistemi antiaerei Usa, consumandone le non infinite scorte, quindi anche la Ue, che pure li paga profumatamente, non ha possibilità di acquistarli e girarli all’Ucraina; è tramontata ormai definitivamente anche la larvata speranza di ricevere missili da crociera Tomahawk, visto che gli Usa ne hanno lanciati sull’Iran 500 solo nelle due prime settimane, in cui hanno utilizzato munizionamento per 12 miliardi di dollari; infine, Mosca ha ottenuto un grande vantaggio economico dall’allentamento per trenta giorni delle sanzioni Usa sul commercio di petrolio, vendita di 100 milioni di barili che porterà nelle sue non proprio floride casse undici miliardi di dollari.

L’Ucraina continua però a colpire obiettivi in Russia, come una fabbrica di microelettronica a Bryansk (350 km a Sud di Mosca) dove si producono elementi per la guida dei missili Iskander. Ma deve accusare anche colpi duri, come la distruzione di due dighe nella zona retrostante Kostjantynivka, che è stata inondata rendendo difficile i movimenti per rifornire i difensori.

In linea più generale è da rilevare che ormai da tempo i russi mantengono una schiacciante superiorità nell’erogazione del fuoco e sono totalmente autonomi nella produzione dei droni, perfezionando e potenziando i modelli originariamente ricevuti dall’Iran, specie nei sistemi di guida: oggi, ad esempio, Mosca risulta consumare da sola oltre il 10% dei 568 milioni di km di cavi di fibra ottica prodotti nel mondo, il cui costo metrico nel 2025 è più che raddoppiato.

Per ora, purtroppo, non si intravedono spiragli in questo quinto anno di guerra e gli scontri in atto sembrano solo il preludio di quanto succederà da qui all’estate, coi russi che hanno ripreso una marcia lenta ma inesorabile e gli ucraini che cercano di far pagare loro un prezzo alto per ogni km conquistato. Niente di, tragicamente, nuovo sul Fronte orientale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...