Accelerare l’innovazione nella difesa europea, ridurre i tempi della burocrazia e portare più rapidamente le nuove tecnologie dalle imprese al campo operativo. È l’obiettivo del programma «Agile», acronimo di Programme for agile and rapid defence innovation, sostenuto dalle commissioni Industria, ricerca ed energia e Sicurezza e difesa del Parlamento europeo.
Il testo approvato dagli eurodeputati punta a rispondere al nuovo scenario di sicurezza aperto dalla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. Un conflitto che ha mostrato quanto siano diventati decisivi i cicli rapidi di innovazione, i sistemi a basso costo, i droni, l’intelligenza artificiale, le capacità cyber e le tecnologie spaziali. Non si tratta più soltanto di grandi programmi industriali di lungo periodo, ma della capacità di sviluppare, testare e utilizzare soluzioni in tempi molto più brevi.
«L’Europa non può permettersi di essere lenta quando la minaccia è veloce», ha detto Ivars Ijabs, relatore per la commissione Industria, ricerca ed energia. «Agile», ha aggiunto, vuole portare «finanziamenti rapidi, meno burocrazia e la porta saldamente chiusa a chi non condivide i nostri valori».
La spesa
Il programma nasce come progetto pilota limitato al 2027, nell’ambito dell’attuale Quadro finanziario pluriennale 2021-2027, con una dotazione di 115 milioni di euro. L’esperienza servirà anche a capire se il modello possa essere confermato, adattato e rafforzato nel prossimo bilancio europeo, quando la difesa sarà con ogni probabilità una delle priorità centrali della spesa comune. Gli eurodeputati chiedono alla Commissione di valutarne la prosecuzione nel caso in cui il programma si dimostri efficace.
Uno dei punti centrali riguarda il sostegno alle piccole e medie imprese, alle start up innovative e alle scale up. Il Parlamento chiede che l’accesso ai fondi sia rapido, semplice e orientato ai risultati, così da non penalizzare le realtà più dinamiche ma spesso prive di strutture amministrative complesse. È un passaggio considerato decisivo per allargare la base industriale europea della difesa oltre i grandi gruppi già strutturati e favorire l’ingresso di competenze tecnologiche nuove.
Per questo gli eurodeputati propongono, quando possibile, di utilizzare finanziamenti forfettari, in modo da permettere alle imprese di concentrarsi sul raggiungimento degli obiettivi di produzione concordati. Borys Budka, presidente della commissione Industria, ha sintetizzato così la logica del programma: «L’aggressione russa ha riscritto le regole d’ingaggio: vince chi innova più rapidamente». Per questo, ha sottolineato, «Agile» prevede un tempo di concessione dei fondi di quattro mesi, in modo che «capitali reali raggiungano start up agili» senza restare bloccati «da anni di scartoffie».
(1/11) Europe faces its most dangerous security environment in decades.
— EU Institute for Security Studies (@EU_ISS) June 26, 2026
Intelligence assessments suggest Russia may attack an EU Member State in the coming years.
As US engagement in Europe becomes less certain, how can Europe strengthen deterrence?🧵 pic.twitter.com/PE7GtB1XCQ
Le tecnologie indicate comprendono intelligenza artificiale, calcolo quantistico, robotica, capacità cyber, sistemi spaziali e sistemi autonomi senza equipaggio. Settori che, secondo Bruxelles, sono sempre più determinanti per l’efficacia militare e per colmare le lacune capacitive degli eserciti europei. Per Marie-Agnes Strack-Zimmermann, presidente della commissione Sicurezza e difesa, il programma dovrà essere guidato «dalle esigenze operative» e fornire le capacità necessarie a chiudere i divari più urgenti dell’Europa.
Accanto alla velocità, il Parlamento chiede però anche più controlli. Gli emendamenti approvati rafforzano le regole sul trasferimento dei risultati ottenuti grazie ai fondi «Agile» e sulla proprietà delle tecnologie sviluppate. In particolare, l’eventuale esportazione di licenze esclusive verso Paesi terzi non associati dovrà essere notificata e approvata. L’obiettivo è evitare che innovazioni finanziate con risorse europee possano finire fuori dal perimetro di sicurezza dell’Unione.
Indipendenza
Gli eurodeputati chiedono inoltre che i finanziamenti europei non possano andare a soggetti di Paesi terzi che agiscano contro gli interessi di sicurezza e difesa dell’Unione europea e dei suoi Stati membri. È un passaggio che si inserisce nel più ampio dibattito sulla riduzione delle dipendenze strategiche dell’Europa nei settori ad alta tecnologia, reso ancora più urgente dalle tensioni geopolitiche e dalla competizione industriale globale.
Il programma guarda anche direttamente all’Ucraina. Secondo la posizione approvata, qualsiasi prodotto sostenuto da «Agile» dovrebbe essere considerato ammissibile per gli acquisti destinati a Kiev attraverso il prestito di sostegno all’Ucraina. Tonino Picula, relatore per la commissione Sicurezza e difesa, ha parlato di un percorso «più rapido ed efficace dall’innovazione nella difesa al dispiegamento operativo», capace di trasformare tecnologie promettenti «in capacità reali per la nostra sicurezza».
Le trattative
Il pacchetto di emendamenti è stato approvato congiuntamente dalle due commissioni parlamentari con 76 voti favorevoli, 8 contrari e 7 astensioni. Gli eurodeputati hanno anche dato il via libera all’apertura dei negoziati con il Consiglio, con 83 voti favorevoli e 8 contrari.
La trattativa interistituzionale partirà sotto la presidenza irlandese del Consiglio, dopo l’adozione della posizione degli Stati membri. Il confronto servirà a definire il testo finale del regolamento e a chiarire il ruolo che «Agile» potrà avere nel futuro ecosistema europeo della difesa. Il passaggio non è solo tecnico: servirà a misurare anche quanto gli Stati membri saranno disposti a sostenere strumenti comuni e rapidi in un settore tradizionalmente legato alle prerogative nazionali.
La partita si inserisce in un quadro più ampio: aumento della spesa militare, ricerca di maggiore autonomia strategica e rafforzamento della base industriale del continente. Per l’Unione europea, «Agile» non è soltanto un nuovo capitolo di spesa. È anche un test politico e industriale: capire se Bruxelles è in grado di sostenere l’innovazione della difesa con la stessa rapidità con cui cambiano gli equilibri militari e tecnologici.
Il punto, per il Parlamento europeo, è evitare che l’Unione resti indietro proprio nei settori in cui si giocherà una parte decisiva della sicurezza futura. La guerra in Ucraina ha mostrato che la superiorità tecnologica non dipende solo dalla quantità di risorse disponibili, ma anche dalla capacità di adattarle rapidamente alle esigenze operative. «Agile» nasce da questa consapevolezza: provare a costruire una filiera europea più veloce, più autonoma e più capace di trasformare l’innovazione in strumenti concreti di difesa.
Le sanzioni alla Russia
Il Consiglio dell’Ue ha rinnovato fino al 31 luglio 2027 le misure restrittive adottate in risposta alle azioni della Federazione russa che destabilizzano l’Ucraina. La decisione dà seguito all’accordo raggiunto dai leader europei al Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, quando i Ventisette avevano confermato la volontà di mantenere alta la pressione su Mosca.
Le sanzioni economiche europee contro la Russia erano state introdotte per la prima volta nel 2014, dopo l’annessione illegale della Crimea, e sono state poi ampliate in modo significativo dal febbraio 2022, con l’invasione su larga scala dell’Ucraina. Le misure attualmente in vigore riguardano alcuni dei settori chiave dell’economia russa: commercio, finanza, energia e tecnologie a duplice uso, cioè utilizzabili sia in ambito civile sia militare.
Russia’s war of aggression against Ukraine: @EUCouncil renews the economic sanctions until 31 July 2027.
— EU Council Press (@EUCouncilPress) June 25, 2026
This follows the recent decision to review restrictive measures once every 12 months, ensuring continued pressure on Russia.#StandWithUkraine 🇺🇦🇪🇺https://t.co/6zWD1W56fi pic.twitter.com/ZkQrAogjgx
Nel pacchetto rientrano anche il divieto di importazione o trasferimento nell’Ue di petrolio greggio trasportato via mare e di alcuni prodotti petroliferi russi, il blocco delle transazioni con diversi istituti finanziari e fornitori di servizi cripto in Russia e in Paesi terzi, oltre alla sospensione delle attività e delle licenze di trasmissione nell’Unione europea di alcune emittenti sostenute dal Cremlino.
Sono previste inoltre misure specifiche per contrastare l’elusione delle sanzioni. Bruxelles conferma così una linea di continuità: le misure resteranno in vigore finché la Russia continuerà le proprie azioni illegali e le violazioni delle regole fondamentali del diritto internazionale, a partire dal divieto dell’uso della forza.
Accanto alle sanzioni economiche contro Mosca, l’Ue mantiene anche altre misure: restrizioni sui rapporti economici con la Crimea e Sebastopoli, illegalmente annesse, e con le aree ucraine non controllate dal governo nelle regioni di Donetsk, Kherson, Luhansk e Zaporizhzhia; congelamento dei beni e divieto di viaggio per persone ed entità; iniziative diplomatiche.




