Opinioni

Difesa europea, molti soldi ma poca strategia comune

L’Ue ha aumentato nel 2025 la spesa militare a 381 miliardi, spinta dalla guerra in Ucraina, ma più fondi non significano più efficienza: restano divisioni tra Stati, progetti duplicati e industrie nazionali in competizione
Massimo Cortesi

Massimo Cortesi

Editorialista

Ursula Von Der Leyen
Ursula Von Der Leyen

La spesa per la difesa nella Ue ha raggiunto nel 2025 i 381 miliardi di euro, 11 punti percentuali in più sull’anno precedente. Quasi tutti i Paesi hanno raggiunto la soglia del 2% del rapporto tra tale spesa e il Pil (anche se restano lontani dal 3,5 entro il 2035 che chiede la Nato). L’Italia, che ha a lungo veleggiato sull’1,6%, ha dichiarato di aver raggiunto il 2, riclassificando però estensivamente una serie di voci (come, ad esempio, Guardia di Finanza e Guardia Costiera): in ogni caso il budget è salito a 32 miliardi.

La spinta è stata generata dall’invasione russa dell’Ucraina, a fronte della quale l’Europa si è scoperta impreparata, specie quanto a dotazioni, riserve e capacità di sostenere un conflitto classico se non per brevissimo tempo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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