La provincia di Brescia conta oltre 24mila imprese femminili, di cui quasi 6mila nell’artigianato (su un totale di 31mila manifatturiere artigiane, che da sole occupano 77mila addetti e generano 4,9 miliardi di euro di Pil). Numeri significativi, ma ancora insufficienti in confronto alla potenzialità imprenditoriale femminile, se consideriamo che negli Stati Uniti il 40% delle piccolo-medie imprese sono a guida femminile, mentre nel nostro tessuto economico restano ferme al 22%; in pratica, un’impresa su cinque. A ricordarlo è il presidente Eugenio Massetti, alla 78esima assemblea generale di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale intitolata «Dal diritto di voto al diritto di intraprendere. Donne, rappresentanza e nuove generazioni nell’Italia di oggi».

Tema tutt’affatto scontato, come ha rilevato nella sua introduzione il segretario generale Carlo Piccinato, che non vuole essere «una celebrazione storica», quanto piuttosto un segno di quella modernità inaugurata nel Paese col secondo dopoguerra e, venendo ai giorni nostri, «una riflessione concreta su ciò che significa oggi rendere effettivo il diritto di contribuire alla crescita economica e sociale».
Il punto
Nel 2026 cadono 80 anni dal primo voto delle donne italiane nelle elezioni amministrative e nel referendum istituzionale del 2 giugno 1946 e ricorre anche il medesimo anniversario per la nascita di Confartigianato nazionale.
«Il ruolo delle donne nell’impresa e nella rappresentanza è, a tutti gli effetti, un fattore strutturale di civiltà economica e di sviluppo – osserva Massetti – ed è qui che il tema delle pari opportunità smette di essere una rivendicazione simbolica e diventa una leva di sistema. Sostenere l’impresa femminile vuol dire integrare e rafforzare il sistema produttivo nel suo complesso, renderlo più dinamico, resiliente e più capace di governare le trasformazioni che ci attendono. Sul fronte del lavoro, poi – aggiunge il presidente – il tasso di occupazione femminile tra i 20 e i 64 anni ha raggiunto il 62%, in crescita rispetto al passato ma ancora con un divario superiore ai 20 punti rispetto all’occupazione maschile».
Proprio un parterre di donne affermate in campi diversi, dalla politica e dalle istituzioni allo spettacolo, ha animato l’appuntamento annuale di Confartigianato. Dopo il saluto istituzionale di Anna Chiti Batelli, viceprefetto vicario di Brescia e di Simona Tironi, assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro (la quale ha, tra l’altro, ricordato la misura messa in campo da Regione «Lombardia per le donne»; che offre un contributo fino a 400 euro mensili per spese di baby-sitting, educatori o assistenti familiari), via alla tavola rotonda cui hanno preso parte l’attrice Maria Grazia Cucinotta, l’on. Mara Carfagna, la sindaca di Brescia Laura Castelletti, l’europarlamentare e sindaca di Pavone del Mella Mariateresa Vivaldini, Mariavittoria Rusca, sindaca di Fontevivo e più giovane (26 anni) sindaca d’Italia, la sindaca di Borgosatollo, Elisa Chiaf.
Le testimonianze
«Viviamo in un Paese in cui la meritocrazia viene ancora schiacciata. Basterebbe far valere questo aspetto e non ci sarebbe alcuna distinzione tra uomo e donna. E c’è ancora tanta strada da fare, a partire dalla violenza di genere per la quale mi batto perché possa cambiare» ha affermato Maria Grazia Cucinotta. Intervenuto anche Emilio Del Bono, vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia: «Lavoro, politiche di conciliazione con la famiglia. Non credo – ha detto – che saremmo mai arrivati all’oggi se non ci fossero state le rivendicazioni e il diritto attivo, oltre che passivo, delle donne. C’è una politica che ancora non incrocia l’interesse delle donne e i loro bisogni, come dimostrano i dati sull’astensionismo; un campanello d’allarme da non sottovalutare».
Non solo imprenditoria femminile, ma anche protagonismo delle nuove generazioni in primo piano. «Innovazione, digitalizzazione, sostenibilità rendono la necessità di potenziare la presenza di nuova imprenditoria femminile, giovanile, straniera integrate, una urgenza indifferibile, consapevoli – conclude Massetti - che la tecnologia e l’Intelligenza artificiale non potranno mai sostituire l’originalità, la creatività e, in definitiva, l’intelligenza umana».
Al termine dell’assise si sono tenute le premiazioni di artigiani, imprenditori, imprese e collaboratori che rappresentano il valore concreto del lavoro, della fedeltà associativa e dell’impegno quotidiano a favore del territorio.



