Difesa del lavoro e dell'ambiente. Dopo l'inchiesta della Procura che ha sequestrato la Caffaro, oggi c'è molta incertezza per il futuro dei lavoratori, 35 gli operai rimasti perchè una ventina in questi mesi è riuscita a ricollocarsi, ma anche per la salvaguardia ambientale del sito. Sono infatti loro a mantenere in funzione la barriera idraulica che impedisce al cocktail di veleni di finire nella falda.
Da un anno e mezzo gli operai chiedono un incontro al Ministero dello Sviluppo economico, ma senza successo.


