«Abbiamo risposto alle domande e chiarito la nostra posizione. La fase è delicata ma i cittadini bresciani possono stare tranquilli». Lo ha detto l’avvocato Davide Steccanella, il legale dei tre amministratori della Caffaro di Brescia, sequestrata nei giorni scorsi dalla procura.
Questa mattina per tre ore hanno risposto alle domande del gip di Brescia Alessandra Sabatucci.
Nel frattempo, resta in sospeso la questione di chi si occuperà, praticamente, di mantenere in funzione quella barriera idraulica che tenta di fare da «filtro» ai veleni. Un'operazione necessaria, per evitare che l'inquinamento si aggravi ulteriormente in falda, terreni e acque sotterranee. I 36 lavoratori della Caffaro, che sospenderanno la loro attività dal 1° aprile, al momento sono gli unici che presidiano il funzionamento dei macchinari per l'estrazione di acqua da falde sotterranee.



