È l’ottagono del rap, lì dove le rime si affilano e le barre sono pugni in faccia all’avversario. Il dissing «fratricida» in salsa bresciana tra Merio e Frah è solo l’ultimo di una sequela di scontri frontali tra rapper, ora amplificati dalla capacità dei social di raggiungere in un clic migliaia di utenti.
E la scena rap italiana, pur non avvicinandosi alla portata e persino alla violenza - anche fisica - del mondo Usa, ha nel suo album alcuni storici scontri tra rapper. Chi della scena ha anche solo un’infarinatura non può perciò certo scordarsi del dissing tra Fabri Fibra e Vacca, con la faida tra Mr. Simpatia e l'artista sardo che tra il 2013 e il 2014 ha raggiunto picchi di scorrettezza lirica, sarcasmo e ovviamente insulti.
Nella storia musicale tricolore come non citare il più recente beef tra Salmo e Luchè, fatto di nomi e cognomi, di affondi più che di allusioni, e di successi musicali (leggasi Salmo). I più giovani ricordano invece il faccia a faccia, sempre e solo lirico, tra Tony Effe e Fedez, mentre il «principe» indiscusso dello scontro coi colleghi è Inoki da Bolo (Bologna), sempre pronto a sfornare barre contro i colleghi e ad assorbire i colpi (citiamo ancora una volta Salmo e la sua enciclopedica Stupido gioco del rap).
Stati Uniti
E negli Stati Uniti? Ovviamente il più celebre, nonché il più tragico visto che è sfociato nella morte di entrambi i protagonisti, è quello tra Tupac e The Notorious B.I.G., dove Shakur, la Death Row Records e tutta la West Coast si scontrarono senza esclusione di colpi, in rima e non solo, con Biggie, la Bad Boy Records e la East Coast.
In tempi più recenti il più famoso è di certo quello tra due giganti come Kendrick Lamar e Drake, una faida lunga e artisticamente rilevante che ha portato anche alla nascita di una pietra miliare del genere come Not like us a firma del primo. E poi ancora Ice Cube contro la sua ex crew N.w.a., Eminem e Machine Gun Kelly (qualcuno suggerisce che quest’ultimo lasciò la scena musicale proprio dopo lo scontro con il Rap god), 50 Cent e Ja Rule.
Insomma, chi più ne ha più ne metta. Perché il dissing nel rap è uno stilema, una croce sul petto del quale vantarsi e un gioco, anche sporco ma sempre soddisfacente.




