Renga: «Il mio (nuovo) canto libero mi fa stare bene»

Sanremo, andata e (sempre) ritorno. «Perché l’Ariston è fondamentale per fotografare le svolte della mia vita». Oggi, per Francesco Renga, non è giorno di esibizione sul palco (tornerà domani con la sua «Il meglio di me», che sta ben performando nelle varie charts). È stato invece giorno di conferenza stampa, e interviste a margine.
«Non è il Festival più facile, ma il più consapevole – racconta il cinquantasettenne bresciano –. Fin qui ero in balia delle mie emozioni. È stato un lungo percorso, iniziato con “Tracce di te", nella quale parlavo di mia madre e della sua scomparsa (era il Sanremo del 2002, ndr). Con questo brano chiudo il cerchio. Con una maturità emotiva tutta nuova, il cui innesco arriva dalle donne fondamentali della mia vita, a partire da mia figlia Jolanda».

Nuova consapevolezza
Così, anche l’esibizione sul palco dell’Ariston di martedì è stata all’insegna di «una consapevolezza nuova, di pace e tranquillità. È stata una performance, naturale anche se dietro c’era lavoro difficile e duro». Ossia quello di spogliare la propria voce – per natura molto tecnica e classica – per renderla dritta e più contemporanea («Ho ricevuto tanti messaggi da amici la mattina dopo – ammette –. Hanno notato che ci fosse qualcosa di diverso, ma era piaciuto a tutti»).
Per riuscirci, Francesco aveva una serie di «meccanismi tecnici che dovevo porre in essere, ma che in realtà sono usciti in modo naturale. Il canto, d’altra parte, dovrebbe essere sempre naturale e libero. E la sera del nuovo debutto lo è stato veramente».
Renga torna sul senso del brano. «Il mio rapporto con le donne è sempre stato falsato dal trauma della scomparsa di mia madre – racconta –. Da quel momento in poi sono stato sempre portato a scappare. Vedere mia figlia Jolanda diventare donna mi ha costretto a riconsiderare le cose e ad affrontare il groviglio che avevo dentro. Avevo creato rapporti tossici. E il "tossico" ero io, che crollavo e facevo disastri nei confronti delle persone che mi amavano».
Dalle donne agli uomini, agli amici
«Ho sentito Nek e Max Pezzali. Il primo lo incontrerò appena torno. Due anni fa, qui, in coppia con lui, fu divertimento puro e un susseguirsi di gag. La canzone, "Pazzo di te", era tra l’altro molto bella».
Stasera riceverà un premio alla carriera Fausto Leali. Un conterraneo. «È un mito. Ha dato tantissimo alla canzone italiana. Tutt’oggi ciò che fa con la voce è inimmaginabile. Cose che non saprei fare adesso e non sapevo replicare nemmeno 10 anni fa».
Intanto attenzione, perché oggi è atteso in Riviera il presidente dell’Union Brescia Giuseppe Pasini, con la compagna Viviana Marcassoli. I due assisteranno alla terza serata del Festival. L’imprenditore, però, ha anche una doppia missione. Regalare una maglia dell’Union Brescia a Renga e consegnargliene una da portare sul palco a Carlo Conti. Primo obiettivo possibile. Secondo più complesso, ma per ragioni più tecnico-burocratiche che altro.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Buongiorno Brescia
La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.
