Sanremo 2026, Renga è nuovo e autentico: scommessa vinta

Un’attesa lunghissima per comparire sul palco all’1.11. I numeri doppi o tripli hanno significati, per chi crede nella numerologia. Il «triplo uno» è sinonimo di risveglio spirituale e di consapevolezza del proprio ruolo nell’universo. Ma può anche essere un invito alla positività e alla fiducia nel proprio istinto. Significati che potrebbero essere consonanti alla nuova fase della carriera di Francesco Renga.
Sul palco
Il cantante bresciano in gara al settantaseiesimo Festival di Sanremo, sale sul palco dell’Ariston con il pettorale numero 29. Penultimo di una scaletta infinita. E la sua «Il meglio di me», per forza di cose, raggiunge solo chi è riuscito a resistere davanti alla tv fino a tarda ora. Il cinquantasettenne bresciano vince la scommessa della tecnica, ma non solo. Abbandona glissati e vibrati in favore di una voce meno barocca e più dritta. Comunque molto potente. L’esibizione è senza macchia, tra note affatto facili da raggiungere.
Autentico
Il cantante bresciano, in varie interviste, ha raccontato il senso profondo del testo della ballad di cui è co-autore. Si tratta di un brano autobiografico e, musicalmente, stratificato. Parla del senso della maturità emotiva da raggiungere, dopo essersi accorto di essere fuggito tante volte, nella vita. Tanto significato in poche parole. Tanta esistenza in una canzone pop non immediata, per forza di cose breve, come una canzone pop deve essere. «Il meglio di me» è un piccolo gioiello che non cade dal cielo, ma va cercato di ascolto in ascolto.
Non entra nella cinquina dei più votati dalla sala stampa, che premia Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez e Masini. L’ordine della Top 5, annunciata a tarda ora, è casuale. Francesco è da qualche parte tra gli altri 25, ma – dopo il nuovo «primo giro» sul palco dell’Ariston – può pensare di aver vinto la propria scommessa, grazie a una performance sincera e autentica.
Da adesso la canzone (il cui videoclip è stato peraltro girato a Brescia) è a disposizione di tutti e inizia il proprio percorso. Non solo nel Festival, ma anche tra radio e playlist. Chissà che il triplo uno non possa essere di buon auspicio, dopo essere stato penalizzante in termini di scaletta.
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