Armonie, che raccontano conflitti. E li cantano, attraverso arie immortali. La quindicesima edizione della Festa dell’Opera riempie le vie e le piazze di Brescia, dall’alba (letteralmente) a mezzanotte. Dopo l’anteprima di ieri, con i primi concerti e appuntamenti in città, oggi si è entrati nel vivo della manifestazione.

Il tema di quest’anno sono i «conflitti»: passioni, odi, amori e prevaricazioni messi in musica da compositori e librettisti del passato e di oggi. Storie e arie che sono patrimonio della cultura riecheggiano nei luoghi più suggestivi del centro: Orfeo e Euridice, Giulio Cesare, le musiche dei più grandi compositori – Mozart, Rossini, Verdi, Doninzetti.
La Festa in centro
Oggi l’evento si è aperto allo spuntare del giorno, con il concerto «Arie di luce», al convento dei Carmelitani scalzi alle cinque del mattino. Da lì in poi, un «crescendo»: le file fuori dalle sedi dei concerti testimoniano l’amore dei bresciani per la manifestazione, insignita quest’anno della medaglia del presidente della Repubblica.

Tra le stanze neoclassiche di palazzo Tosio vanno in scena i momenti finali dell’Orfeo e Euridice di Christoph Willibald Glück, nel salone Pietro Da Cemmo del conservatorio si interpreta una selezione di arie e recitativi dal Giulio Cesare di Händel. Sotto gli affreschi del ridotto del Teatro Grande, invece, tra un caffè e un aperitivo si ascoltano le più famose arie del repertorio operistico. Mentre, al palazzo vescovile, «L’opera si fa preghiera», con le arie del melodramma ottocentesco.
Uno degli appuntamenti di punta della mattina è stato la rappresentazione di «Teodora. Scalata al cielo in cinque movimenti», opera da camera del compositore bresciano Mauro Montalbetti, allestita nella chiesa del Carmine per la regia di Alessandro Pasini e la direzione di Mattia Dattolo. E non mancano gli eventi più giocosi, come «L’opera jukebox» in via Gasparo, dove erano gli stessi spettatori a chiedere ai cantanti le arie da interpretare. Intanto, per le vie del centro si spostava l’«operacar», diffondendo musica per le strade.
Fino a mezzanotte
E la Festa continua fino a sera: al Mita, a San Barnaba, al teatro Sociale, per citare alcune sedi di concerto (qui il programma completo). Al Mita alle 15.30 il recital «Verso Oriente» per un viaggio nella tradizione musicale cinese, accostata alle arie della «Turandot» di Puccini. Nel pomeriggio la classica Opera Bike.

Alle 18.30, nel cortile del Broletto, «Opera Italia» per omaggiare l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica: in quell’occasione, spazio per un momento istituzionale, con la consegna ufficiale della medaglia presidenziale al sovrintendente del Teatro Grande. Alle 19.15, tutti con il naso all’insù: in corso Zanardelli la musica dall’alto, dalla terrazza del Teatro Grande.

Alle 23.45, infine, il gran finale al Tempio capitolino, tradizionale ed emozionante chiusura della festa, con l’esibizione della soprano bresciana Marta Mari.



