Quindici volte Festa dell’Opera. Importante traguardo per l’iniziativa della Fondazione Teatro Grande, che torna in città sabato 6 giugno, con anteprima il giorno precedente. «Ambasciatrice culturale della città» per la sindaca Laura Castelletti, «attrattore turistico e volano per il tessuto economico» per l’assessore Andrea Poli, «format originale divenuto modello per altre iniziative come il Verdi Off e la Donizetti Night» per il sovrintendente Umberto Angelini, la Festa dell’Opera si ripresenta nella veste ormai consueta – con settanta eventi a partecipazione gratuita dall’alba a notte fonda, tra sperimentazione e tradizioni – e un nuovo tema, illustrato dal segretario artistico Alessandro Trebeschi: «Parleremo di conflitti, tema tragicamente attuale che affronteremo esplorando con il linguaggio operistico contrasti sociali, geografici, generazionali, psicologici, amorosi, come sempre prediligendo rarità, rivisitazioni e proposte in luoghi insoliti». Impossibile dar conto per intero di un programma così denso e articolato; per informazioni e prenotazioni rimandiamo al sito www.teatrogrande.it.
In cartellone
In ambito squisitamente operistico, l’appuntamento principale è la nuova produzione di «Teodora. Scalata al cielo in cinque movimenti», opera da camera di Mauro Montalbetti, scritta in origine per la Basilica di San Vitale a Ravenna e riallestita nella chiesa del Carmine per la regia di Alessandro Pasini e la direzione di Mattia Dattolo (venerdì 5 alle 20.30 e in replica sabato 6 alle 11.45). La sinergia con il Conservatorio Marenzio si esplicita nel melodramma «La prova di un’opera seria» di Francesco Gnecco, divertente gioco meta-teatrale all’auditorium San Barnaba, mentre la biblioteca Queriniana ospita l’intermezzo «Il segreto di Susanna» di Ermanno Wolf-Ferrari.
Molti gli appuntamenti anche per i più piccoli, tra i quali lo spettacolo «Quando l’incontro diventa musica» al Teatro Borsoni, il recital donizettiano «Rita e Gaetano» al Parco Ducos e «Barrrri-tuonando. Quando i barrrritoni se le cantano di santa ragione» al Sociale.
Se la Festa non sarà solo nelle piazze, nelle strade, in bicicletta, ma anche nei luoghi della fragilità come residenze per anziani e carceri, la conclusione sarà invece nel segno della tradizione. In largo Formentone si ascolteranno arie bellicose per «L’opera alla guerra», in piazza del Foro pagine di pace per «L’opera alla tregua», con il consueto gran finale al Tempio Capitolino, con l’orchestra Bazzini Consort diretta da Aram Khacheh, il soprano bresciano Marta Mari, il mezzosoprano Chiara Mogini e il tenore Roberto Aronica.
Gli altri appuntamenti
Non solo tradizione: la Festa dell’Opera mette in relazione la lirica con altre forme d’arte e linguaggi musicali, con l’obiettivo di ampliare lo sguardo su altri repertori e mettere a contatto pubblici diversi. Al centro culturale Mita - Museo internazionale del tappeto antico (via Privata De Vitalis) il 6 giugno alle 15.30, è in programma il recital «Verso Oriente» che metterà a confronto la musica cinese, anche contemporanea, con pagine della Turandot pucciniana, con l’obiettivo di riflettere sulle affinità e le distanze tra mondi sonori così lontani.

«Trovesi all’opera», nel chiostro del Museo Diocesano di via Gasparo da Salò, sempre sabato alle 19.30, è invece un progetto che vede la banda di Borgosatollo affiancare un riconosciuto maestro del jazz come il sassofonista e clarinettista Gianluigi Trovesi, che rilegge Verdi, Puccini, Gershwin e altri autori classici, tra improvvisazioni e note blu.
Nel cortile di Palazzo Broletto, alle 21, con «Parliamo d’opera» il melodramma incontrerà la canzone d’autore nel dialogo tra il musicologo Pierfrancesco Pacoda e il cantautore Dente.
Alle 22.30, in largo Formentone, spazio invece al ritmo con «Afro opera», un dj set del rapper bresciano di origine nigeriana Tommy Kuti e di Dj Lion che mescola lirica, Afrobeat, elettronica, rap e cantautorato, alla ricerca di fecondi conflitti creativi.
Alle 21.30, in piazza del Foro, andrà infine in scena il progetto «Sounds & Interludes», che indaga i conflitti sociali attraverso la musica del compositore bresciano Mauro Montalbetti, decostruita e reinventata dall’ensemble jazz Take Off. Il concerto sarà impreziosito dalla presenza della voce di Gaia Mattiuzzi, con il contrappunto dei testi poetici originali di Gabriel De Paci.



