I due Montalbetti fra lirica e jazz: «Rileggo l’antico con occhi di oggi»

Venerdì 5 giugno il compositore classico in Carmine con «Teodora» e sabato in piazza del Foro con l’ensemble Take Off
Andrea Faini
Il compositore Mauro Montalbetti - © www.giornaledibrescia.it
Il compositore Mauro Montalbetti - © www.giornaledibrescia.it

Impero bizantino e improvvisazione, opera lirica e jazz. La Festa dell’Opera 2026 promossa dalla Fondazione Teatro Grande racconterà le due anime del bresciano Mauro Montalbetti: il compositore classico, autore delle musiche dell’opera da camera «Teodora. Scalata al cielo in cinque movimenti», e lo sperimentatore in cerca di nuove sonorità con il progetto «Songs & Interludes» per l’ensemble Take Off.

«Teodora», su libretto di Barbara Roganti, andrà in scena nella chiesa del Carmine, in anteprima domani sera (venerdì) alle 20.30 e in replica sabato alle 11.45. Il cast comprende Laura Zecchini come Teodora, Hinano Yorimitsu come portavoce, Elena Vanni come attrice e Giulia Russo come danzatrice.

L’Altrevoci Ensemble sarà diretto da Mattia Dattolo, con il coro Costanzo Porta condotto da Diego Maccagnola. La coreografia è di Camilla Pasetto, mentre la regia è affidata ad Alessandro Pasini.

«Teodora è nata per il Ravenna Festival nel 2021» ricorda Montalbetti «e ha avuto la sua prima nella Basilica di San Vitale. Purtroppo, si era in periodo Covid e la presenza di pubblico era limitata, ma in streaming ha registrato migliaia di visualizzazioni. Sono molto felice di questa ripresa nella mia città».

L’opera racconta la storia di una donna fuori dal comune, nata ballerina e morta imperatrice. Racconta Montalbetti: «È una figura molto affascinante, che le fonti raccontano in modo contraddittorio, ora deplorandone le umili origini e la condotta giovanile licenziosa, ora esaltandone la conversione e l’acume politico». E continua: «Il fatto che Teodora in gioventù fosse una danzatrice ha reso perfettamente coerente la presenza in scena di una ballerina, che è una costante dei miei lavori. Mi piace lavorare sull’interazione tra musica, corpo, gesto e movimento».

Anche dal punto di vista squisitamente musicale l’opera ha rappresentato una tappa importante del cammino di Montalbetti: «Il soggetto mi ha dato modo di approfondire il mio interesse per la musica antica, con cui dialogo sempre più di frequente, convinto che sia un linguaggio che, riletto con una sensibilità contemporanea, è capace di essere al tempo stesso sofisticato e accessibile».

Sabato alle 21.30, in piazza del Foro, sarà invece possibile ascoltare l’altro Montalbetti, affascinato dall’improvvisazione, con l’ensemble Take Off impreziosito dalla voce di Gaia Matiuzzi e i testi di Gabriel De Paci.

«Ho pensato di sviluppare il tema dei conflitti mettendo a confronto musica e parola» spiega Montalbetti «Anche questo è un progetto a cui tengo molto, perché mi consente di collaborare con musicisti tanto talentuosi quanto eclettici, capaci ogni volta di rileggere i materiali di partenza in una chiave originale». Compositore in cammino, quindi, Montalbetti nel prossimo futuro vedrà di nuovo prevalere il suo lato classico e l’amore per la musica antica: il prossimo 16 settembre presenterà a Cuneo in prima assoluta un progetto dedicato a Domenico Scarlatti con l’ensemble Talenti Vulcanici.

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