Un’esperienza collettiva fuori dal tempo, ma dentro uno specifico spazio, il Parco del Maglio di Ome, che ne caratterizza l’esperienza. Un sogno lungo quattro giorni, che ha rischiato un brusco risveglio dopo un’edizione azzoppata dal maltempo. Ma che prosegue invece il suo corso grazie allo sforzo di una comunità intera, che ha risposto presente alla chiamata di Diluvio Festival, contribuendo alla campagna di crowfunding che ne ha permesso la rinascita.
Una visione globale
L’undicesima edizione, dunque, si materializzerà questo giovedì sera e declinerà fino a domenica la propria visione non solo culturale. Se la musica indipendente resta al centro della ricerca, e dei palchi, la valorizzazione dell’ambente naturale, la riflessione sui temi dell’attualità (attraverso una serie di talk), la promozione della sostenibilità e un’etica non negoziabile sono gli ingredienti di una rassegna che è un unicum in Italia.

Nella line-up 2026 ci sono 31 progetti musicali da scoprire, ballare e cantare. Si alterneranno sui palchi Narvalo e Luna e nella Yurta Dancefloor, deputata all’elettronica. Fra gli headliner figurano i Fine Before You Came (giovedì alle 20.30), nome iconico della scena emo/post hardcore; i C+C= Maxigross (venerdì alle 20.40); e la scommessa Rares, che sabato alle 22.20 prenderà la scena dopo lo show delle Irossa (20.50). La chiusura, domenica alle 22.30, è un grande classico, con i Tre Allegri Ragazzi Morti a richiamare un Diluvio di fan.
Il salotto dei mondi possibili
Si rinnova anche l’appuntamento col salotto talk che ospita dialoghi, confronti e dibattiti, per scandagliare il presente e immaginare mondi possibili. Giovedì, alle 18.30, si comincia con la presentazione del libro «Futuro Ancestrale», in collaborazione con Nero Editions e la partecipazione di Nicolò Porcelluzzi e Federico Nejrotti. Venerdì alle 18.30 la collaborazione con MalEdizioni, editore indipendente bresciano di fumetti, porta al festival un dialogo sociale tra illustratrici e illustratori.
Sabato alle 18 Alessandro Lolli e Massimo Airoldi affrontano il processo di memeficazione del reale e i rapporti tra potere e AI; mentre domenica alle 18 il talk finale vede Damir Ivic dialogare con Ercole Gentile e Alfonso Senatore dell’industria musicale in Italia, dei processi che portano gli artisti fino ai palchi di festival e concerti, e dei rapporti di forza tra tutte le parti coinvolte in quel processo.

Conferme e novità: dai laboratori al cinema
Fra le conferme di questo 2026 ci sono i laboratori pomeridiani, l’edicola di Diluvio, il camping autogestito (con prenotazione obbligatoria) e la cucina 100% vegana. Altrettante le novità, a partire da i due concerti al mattino, sabato e domenica. Il primo, preceduto da una camminata, dei Diorama Group e il secondo, il nuovo progetto solista di Emanuele Maniscalco.
Nascono poi Cinema Diluvio, nuovo spazio accolto nelle sale della Casa Museo Pietro Malossi, con programmazione mattutina (10-12) e pomeridiana (15-18) nelle giornate di sabato e domenica; Radio Diluvio, palinsesto che racconta in diretta il festival, e un market allestito in collaborazione con MalEdizioni. Per tutti i dettagli di un programma fittissimo si può consultare il sito www.diluviofestival.it. L’abbonamento ai 4 giorni costa 49 euro: il giornaliero 16 euro con gratuità specifiche.




