Istinto e ascolto, così Manuela Mancosu rende omaggio al dono degli dei

Il valore di un sodalizio umano e artistico tra la donna e lo scrittore, e marito, Andrea Vitali
L'ultimo libro di Andrea Vitali esposto alla Libreria Ferrata
L'ultimo libro di Andrea Vitali esposto alla Libreria Ferrata

Il marito di Manuela Mancosu. Contro gli stereotipi di genere basterebbe questo per inquadrare perfettamente uno degli scrittori italiani più prolifici e apprezzati dai lettori a cavallo del millennio. Di Andrea Vitali, autore da settanta romanzi e almeno quattro milioni di copie vendute (che presenterà il suo ultimo libro «Il piede nella fossa» giovedì 7 luglio alle 17.30 alla libreria Ferrata di Brescia), si conosce il dritto e il rovescio. Tutto un altro paio di maniche per la persona che lo ha sposato e che nell’architettura complessa che costituisce uno scrittore fecondo rappresenta la pietra di volta, il cuneo che tiene insieme l’intero arco.

Manuela Mancosu
Manuela Mancosu

La prima volta che l’incontrammo di Manuela ci colpì la lucidità critica, da editor consumato, al pari di una capacità di entrare immediatamente in empatia, nonostante l’apparente riserbo. Di quell’incontro ricordiamo che con la sobrietà ma pure il puntiglio che la distingue ci rivelò un piccolo cruccio, che condividiamo: il fatto che Andrea fosse considerato sì autore fecondo e di successo, senza però riconoscergli un timbro di scrittore di rango, quelli che superano lo scoglio della contemporaneità e si infilano negli scaffali della letteratura d’ogni tempo.

Manuela, se dovesse descriversi in poche righe quali parole sceglierebbe?

Mi definirei una persona estremamente pratica, innamorata del cinema, quasi cinefila e anche cinofila, che ama vestire con una certa eleganza e sobrietà, cosa che ho tentato inutilmente di passare a mio marito.

Molti scrittori hanno un primo lettore di fiducia, nel caso di Andrea Vitali potremmo dire «una prima lettrice»: lei.

È corretto?

Sì. Senza vanità, potrei dire di essere anche la sua prima critica quando mio marito mi sottopone a estenuanti letture ad alta voce della cose che sta scrivendo.

Andrea Vitali
Andrea Vitali

Come si è evoluto il vostro rapporto riguardo al «mestiere di scrivere»?

Mi limito al ruolo di ascoltatrice quando lui mi racconta le trame mentre sono in evoluzione, intervenendo in prima persona nei casi in cui è necessario un consiglio prettamente femminile riguardo al costume, alle acconciature e a quei particolari che sono di prevalente pertinenza della curiosità di noi donne.

In genere, quali osservazioni fa? Si limita a «mi piace» o «non mi piace», «mi torna» o «non mi torna», oppure dà consigli, suggerisce?

In genere basta una mimica facciale, che non sfugge a mio marito, per fargli intendere che forse quel periodo o quel dialogo sono un poco troppo prolissi. Nel caso non bastasse la mia espressione allora passo a una richiesta diretta di spiegazioni che dà conto della poca chiarezza del passaggio.

C’è stato un personaggio, una trama, un dettaglio o un finale di romanzo che è cambiato grazie a un suo intervento pressante? E un consiglio rifiutato?

No, fino a oggi non si è mai verificato un evento del genere.

Come si concilia la vita familiare con i tempi e le esigenze della scrittura? Ci sono abitudini o rituali che proteggete per favorire la creatività?

La vita familiare corre su binari che sono assolutamente familiari, nel senso che ognuno di noi ha i suoi tempi che non interferiscono con quelli altrui, né reperisco rituali o abitudini particolari poiché ritengo che la creatività, quando c’è, è in grado di proteggersi da sé stessa.

Lei si definirebbe più una sostenitrice entusiasta oppure una critica severa quando legge ciò che Andrea produce?

L’entusiasmo è un moto dell’animo che in famiglia viene gestito con estrema misura nella consapevolezza che mantenere saldamente i piedi per terra evita di incorrere in rovinose cadute.

Una caratteristica che - avendola conosciuta di persona - la distingue è di avere «fiuto», di aver imparato a riconoscere quando un’idea diventerà un buon romanzo. Ne è consapevole?

Conoscendo mio marito, avverto piuttosto che un certo tipo di trama è nelle sue corde e che quindi ne uscirà un buon prodotto.

Le accade soltanto con Andrea oppure con altri scrittori di capire se hanno il passo, se possiedono il talento e la tenacia dei grandi autori?

Amo gli autori che raccontano storie, che non intingono troppo la penna nella loro biografia e infine, non avendo strumenti critici, di fronte ai libri altrui mi pongo con l’animo del lettore che vuole essere soddisfatto.

C’è un aspetto poco conosciuto del lavoro di Andrea, qualcosa che il pubblico fatica a immaginare?

Quando fatica a sbrogliare i fili di una trama e pare un essere sull’orlo di un abisso, e rompe.

Se dovesse descrivere in un aggettivo o una frase il vostro sodalizio umano e creativo, quale sceglierebbe?

Destinato dagli dei.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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