Arte contemporanea: 10 luoghi da vedere assolutamente a Brescia

Un tour in dieci tappe tra musei, gallerie, spazi indipendenti, opere pubbliche e luoghi insoliti per scoprire la Brescia più moderna
Sara Polotti

Sara Polotti

Giornalista

L'opera di Nathalie Du Pasquier, Mind the gap, alla fermata Vittoria - Foto Piercarlo Quecchia
L'opera di Nathalie Du Pasquier, Mind the gap, alla fermata Vittoria - Foto Piercarlo Quecchia

Brescia Capitale della Cultura, ma anche dell’arte contemporanea. Malgrado non abbia un museo dedicato (o forse proprio per questo), la città è punteggiata di luoghi e spazi davvero interessanti dal punto di vista dell’innovazione artistica. In una giornata o poco più se ne possono visitare parecchi: ecco 10 punti da segnare sulla mappa per organizzare un tour della Brescia contemporanea.

1. Il Viridarium del Museo di Santa Giulia

Il primo punto da segnare è il Viridarium del Museo di Santa Giulia (o parco delle sculture), il giardino dietro al museo, dove l’arte contemporanea dialoga con le stratificazioni storiche e archeologiche della città. Nel cortile delle Domus dell’Ortaglia – dove si svolge anche il cinema all’aperto del Nuovo Eden in estate – si trovano diverse opere di artisti contemporanei, inserite tra i resti di epoca romana e la vegetazione. Tra le opere: il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto (2015), Untitled di Ariel Schlesinger (2019), Nike Metafisica di Francesco Vezzoli (2021), Formiamo umanità (Vite operose) di Valerio Rocco Orlando (2023) e Mondo d’acciaio di Emilio Isgrò (2023).

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Natura, arte e cinema: il fascino del Viridarium

2. SubBrixia

Lo si intuisce già dall’ingresso della stazione Vittoria della metropolitana, che Brescia è una città d’arte contemporanea: l’insegna e la prima struttura interna – a piastrelle quadrate – sono firmate da Nathalie Du Pasquier. Ma il progetto SubBrixia non si limita alla stazione Vittoria: l’arte contemporanea entra in diverse fermate della metropolitana, e così l’infrastruttura da visione quotidiana si trasforma in un percorso artistico diffuso. Tra gli artisti che sono intervenuti: Andreas Angelidakis, Marcello Maloberti e Patrick Tuttofuoco (che firma anche la scultura fuori dal Teatro Borsoni in via Milano).

3. La Stele di Mimmo Paladino

Dalla metropolitana si torna in superficie e si arriva in piazza Vittoria, dove si trova una delle opere contemporanee più riconoscibili della città: la «Stele» di Mimmo Paladino. Realizzata in marmo Nero Marquina e collocata nel 2017, è alta sei metri e occupa il piedistallo che in precedenza ospitava il Bigio, statua di epoca fascista. È un’opera che porta con sé anche il tema del rapporto tra arte contemporanea, memoria e spazio pubblico.

4. Stones Venue

Un’altra tappa porta invece verso il Parco delle Cave. Qui si trova Stones Venue, il Padiglione della Pietra realizzato nell’ambito di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023. La struttura è composta da blocchi di pietra provenienti dai territori di Brescia e Bergamo ed è stata pensata come spazio pubblico oltre che come progetto artistico e architettonico. Ed è anche molto instagrammabile.

Il padiglione «Stones venue» al parco delle Cave
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Il padiglione «Stones venue» al parco delle Cave

5. La Collezione Paolo VI per l’arte contemporanea

Per questa tappa bisogna uscire dal centro di Brescia e arrivare a Concesio. La Collezione Paolo VI è uno dei luoghi più importanti del territorio per capire il rapporto tra arte e contemporaneità. La raccolta comprende opere di alcuni dei principali artisti del Novecento, da Matisse a Chagall, da Picasso a Dalí, da Magritte a de Chirico, da Morandi a Fontana. Il nucleo della collezione nasce dal rapporto di Giovanni Battista Montini con gli artisti e con la cultura del suo tempo.

Le sale della Collezione Paolo VI a Concesio
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Le sale della Collezione Paolo VI a Concesio

6. Le gallerie

C’è poi il sistema delle gallerie, che rappresenta una parte fondamentale della scena contemporanea bresciana. La Galleria Massimo Minini è uno dei nomi storici, e forse il più riconoscibile e noto: attiva in città dal 1973, ha esposto artisti italiani e internazionali e attraversato alcune delle principali ricerche dell’arte contemporanea. Accanto a Minini ci sono, tra le altre, Incisione, Spazio Contemporanea, Apalazzogallery e The Address. E pochi passi da piazzale Arnaldo c’è Palazzo Monti, uno dei luoghi più interessanti per vedere l’arte contemporanea mentre viene prodotta. Lo storico palazzo di piazza Tebaldo Brusato è infatti diventato una residenza per artisti e artiste. Gli ambienti ospitano atelier, mostre e progetti. Il palazzo non è quindi soltanto un luogo in cui vedere opere già finite, ma uno spazio di produzione e incontro.

7. Spazio Almag

A Roncadelle si trova Spazio Almag, nato negli spazi dell’azienda di famiglia di Umberta Gnutti Beretta e oggi sede della sua collezione d’arte contemporanea. La raccolta comprende opere di artisti italiani e internazionali e attraversa pittura, fotografia, scultura e installazione. Tra i nomi presenti ci sono Lucio Fontana, Andy Warhol, Jeff Koons, Paola Pivi e Maurizio Cattelan. La visita è su appuntamento.

Alcune opere esposte allo Spazio Almag, la collezione d'arte di Umberta Gnutti Beretta
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Alcune opere esposte allo Spazio Almag, la collezione d'arte di Umberta Gnutti Beretta

8. Carme e Mo.Ca.

C’è poi Carme, spazio dedicato all’arte contemporanea nato negli spazi dell’ex chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, nel quartiere del Carmine. Qui mostre, installazioni, performance e progetti di ricerca convivono con l’architettura dell’edificio. Carme è anche uno dei luoghi in cui la scena contemporanea bresciana può essere osservata nella sua dimensione più sperimentale: non tanto un luogo dedicato a una collezione permanente, quanto uno spazio per artisti e artiste, curatrici e curatori, associazioni e progetti che lavorano sulla ricerca contemporanea.

Un’altra tappa è Mo.Ca, il centro per le nuove culture ospitato all’interno di Palazzo Martinengo Colleoni, in via Moretto. Lo storico edificio del centro di Brescia è diventato uno spazio dedicato alla creatività contemporanea, con mostre, progetti culturali, eventi e attività che attraversano arte, fotografia, design e altre forme della produzione contemporanea. Più che un luogo da visitare per una singola collezione, Mo.Ca è quindi uno spazio in continuo cambiamento: vale la pena controllare la programmazione per scoprire quali mostre e progetti siano in corso.

9. Le vetrine-studio e i negozi-concetto

L’arte contemporanea può anche trovarsi dietro una vetrina, senza insegne da galleria e senza biglietto d’ingresso. Giovanni Stefano Rossi e Carlo Maria Vergine, giovani artisti bresciani, hanno preso in affitto due spazi in corso Cavour. Qui lavorano ed espongono le loro opere, che sono così visibili a chi passeggia nella via centrale di Brescia. È una formula interessante perché lo studio dell’artista diventa, almeno in parte, spazio espositivo e la strada entra direttamente nel rapporto tra opera e pubblico. In alcuni casi ci sono anche performance: in maggio, per esempio, Rossi ospita il Santo Rosario per gli artisti davanti a una sua scultura sacra.

Anche Stone Soup in via San Martino della Battaglia merita una visita: si tratta di un negozio d’abbigliamento che ha fuso moda, design, arte e fotografia. Di nuovo, torna Massimo Minini, che proprio qui, di mese in mese, espone parte del suo archivio, sia in vetrina che all’interno dello store.

10. Bunkervik

L’ultima tappa è forse la più particolare. Bunkervik si trova infatti all’interno di un ex rifugio antiaereo e rappresenta uno degli spazi più insoliti per la produzione e la presentazione dell’arte contemporanea a Brescia. Il bunker è stato utilizzato negli anni per mostre, performance e progetti legati alla ricerca contemporanea.

Un luogo nato nel sottosuolo con una funzione completamente diversa, che oggi entra nella geografia artistica della città, anche grazie alla nuova assegnazione: a occuparsene è una cordata formata da Palazzo Monti, Fertile e The Address.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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