Un corso e un osservatorio contro la violenza di genere. Loggia e UniBs uniscono le forze e, grazie a un bando regionale da 25mila euro e a risorse proprie (5mila euro per il Comune e 7mila dell’ateneo che partecipa mettendo in campo le proprie professionalità interne), scrivono un nuovo capitolo per il Bresciano. «Un progetto innovativo per il territorio – ha detto Adriana Apostoli, professoressa ordinaria di Diritto costituzionale e pubblico – con due anime».
Leggere e comprendere
Grazie al bando verrà, infatti, creato un osservatorio il cui scopo, non è tanto raccogliere i dati – che già sono a disposizione grazie ai centri antiviolenza e alla Procura – ma leggerli insieme e capire meglio il fenomeno che è molto complesso: dopo quanto tempo si denuncia, perché un percorso non va a buon fine, cosa non funziona e dove va la donna vittima di violenza.
Il lavoro, ad quale per ora si dedicherà un ricercatore di UniBs, è coperto per questo e il prossimo anno, poi si cercheranno altri bandi ed altri finanziamenti. «Un ricercatore di UniBs – ha detto l’assessora Anna Frattini – lavorerà in sinergia con Comune, Procura, centri antiviolenza e seguirà l’iter delle denunce e delle prese in carico. Si parte con questi confini, poi si vedrà; è un’opportunità accolta con grande favore».
Il corso
Contestualmente (le iscrizioni saranno aperte tra pochi giorni sul sito dell’Università degli studi di Brescia), partirà un corso multidisciplinare di 125 ore, con lezioni, laboratori e tesi finale: le lezioni, che danno 5 crediti universitari, sono aperte a chiunque abbia una laurea triennale. Le lezioni partiranno il 15 gennaio e andranno avanti a venerdì alternati fino a giugno.
L’obiettivo «è fornire strumenti, una visione trasversale e – per dirla con le parole di Silvia Bonizzoni, responsabile della Rete antiviolenza del Comune di Brescia – un linguaggio comune a chi a vario titolo si occupa di violenza di genere». In cattedra non solo docenti, ma anche avvocati, magistrati e operatori.




