Continua a crescere, anno dopo anno, il carico di lavoro per il dipartimento della Procura della Repubblica che si occupa di violenza di genere e domestica e che, in generale, si occupa dei reati commessi in danno delle fasce deboli. Dal luglio del 2021 al luglio 2026 infatti, ultimi dati consolidati disponibili, i fascicoli trattati sono cresciuti complessivamente del 27%. Per quello che riguarda nello specifico le fattispecie del codice rosso, l’aumento è stato ancora più netto e si attesta oltre il 75%.
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Parlando in termini assoluti, nel periodo tra luglio 2021 e luglio 2022 il dipartimento ha complessivamente gestito 2391 fascicoli e di questi 1129 hanno riguardato il codice rosso. Nel più recente periodo di raffronto disponibile, luglio 2025-luglio 2026, il dato complessivo è di 3040 e quello specifico del codice rosso si è attestato a 1982 con una crescita dunque del 75%.
Nel complesso si tratta di oltre 160 nuovi casi al mese. Per contro negli ultimi 12 mesi sono stati 1848 i fascicoli che sono stati definiti, con un sostanziale equilibrio tra arretrato da gestire e smaltire e nuove pendenze sopraggiunte. Un livello di produttività però che sembra destinata a non durare la lungo dato che, con la definizione delle nuove piante organiche del personale amministrativo per i tribunali italiani, Brescia compresa, c’è stato un taglio complessivo di 100 unità che avrà inevitabilmente anche ripercussioni sulla Procura e sull’operatività degli uffici.
Negli ultimi anni la dotazione di magistrati del dipartimento che si occupa delle fasce deboli è via via cresciuta, dagli iniziali cinque magistrati si è passati a sei e poi, dal 2024, sono sette. Sostituti che si occupano esclusivamente di questa materia specialistica ma che, con numeri in costante crescita, sono al momento appena sufficienti per gestire il carico di lavoro e che, se il trend dovesse essere confermato, si troveranno in affanno.
Il percorso
Per l’anno solare 2026, dopo i primo otto mesi, la tendenza alla crescita sembra confermata e dagli uffici al quarto piano di via Lattanzio Gambara la previsione è di superare ampiamente i 2.000 casi di codice rosso entro il 31 dicembre. Una volta aperti i fascicoli vengono valutati entro pochissime ore dal magistrato a cui sono assegnati e spesso di arriva alla valutazione del Gip e, se necessario, alla misura cautelare, nell’arco di 24 ore.
Dal punto di vista dell’esito dei procedimenti, i dati mostrano che il 60% dei fascioli aperti viene poi archiviato. Il 35% per questioni di merito, quindi viene valutato che non sussistano i presupposti per proseguire nell’azione penale, nel 25% dei casi invece si tratta di motivi tecnici, il più delle volte legati al fatto che diversi episodi sono legati ad una stessa situazione e quindi vengono poi riuniti nella fase del processo. Nel 40% dei casi che procedono però circa uno su quattro portano all’emissione di una misura cautelare. Negli ultimo 12 mesi sono state circa 180.




