La ciclopedonale Vello-Toline resta chiusa dopo lo smottamento del 19 settembre, che ha fatto cadere alcuni massi di medie dimensioni sulla carreggiata, nel tratto sotto la Corna Trentapassi. Nonostante l’ordinanza, i divieti, i cartelli ben visibili, le reti arancioni e le transenne, ogni giorno ciclisti e pedoni continuano a passare nel tratto, dopo aver abbattuto le protezioni, infischiandosene dei pericoli e nonostante i continui richiami alla prudenza.
Il distacco si è verificato intorno alle 9.30, in una giornata di sole e senza forti temporali nelle ore precedenti, rendendo di conseguenza ancora più pericolosa la situazione. La chiusura è stata disposta dal Comune di Marone dopo un sopralluogo con i Vigili del fuoco, con la posa di reti alte da cantiere, ancorate al terreno, e la segnaletica per impedire l’accesso nei due sensi di marcia. A seguito del primo spostamento delle protezioni, sono state riposizionate e nuovamente abbattute nei giorni successivi.
Nei giorni scorsi è stato effettuato un nuovo sopralluogo con un geologo e l’Amministrazione è in attesa della relazione tecnica, sulla base della quale saranno programmati gli interventi necessari per la messa in sicurezza e la successiva riapertura del percorso.
Vista la fragilità del tratto, la Vello-Toline è costantemente monitorata e, ogni anno, vengono effettuati degli interventi di sistemazione. Solo nel corso del 2026 sono stati investiti oltre 50 mila euro per disgaggi, riparazioni e sostituzioni delle reti paramassi. L’ultimo distacco, tra l’altro, si è verificato in un’area già interessata da sistemi di protezione, in un contesto particolarmente complesso per la conformazione della montagna. L’invito, per tutti, è a essere prudenti e rispettosi dell’ordinanza, perché «forzare le barriere e attraversare ugualmente il tratto chiuso espone a rischi per l’incolumità personale e rende più difficile il lavoro di gestione dell’emergenza».



