La Vello-Toline è una strada panoramica tanto bella e frequentata quanto luogo di continui battibecchi e incomprensioni tra ciclisti e passeggiatori. Ogni estate il problema si ripropone, ma trovare soluzioni pare essere difficilissimo. Non solo per arginare chi percorre la pista ciclabile in bicicletta a velocità da velodromo, ma anche per contrastare i comportamenti poco rispettosi di chi la occupa in gruppo, la utilizza con i pattini o lascia i cani liberi di correre, mettendo a rischio la sicurezza e la convivenza tra gli utenti.
Da qualche tempo il Comune di Marone, alle prese con il grattacapo da molti anni, ha messo un cartello che è un ammonimento, un deterrente, e una sorta di provocazione: «I ciclisti devono procedere a passo d’uomo». Il messaggio continua spiegando che «i trasgressori sono soggetti al pagamento della sanzione di 200 euro come previsto dall’ordinanza 82/2008, delibera di Giunta comunale 75/2008».
La preoccupazione
Negli ultimi giorni su un social network è apparso un post che spiegava come il municipio maronese abbia già incassato in multe circa 6.000 euro da inizio estate, ma la notizia è priva di fondamento.
«La questione ci preoccupa e non la perdiamo d’occhio – ha spiegato il vicesindaco Mauro Zanotti – perché sappiamo di alcuni turisti, anche stranieri, che preferiscono non frequentare la panoramica, divenuta troppo pericolosa per il rischio di investimenti. Per le multe? Non avremmo neanche gli strumenti per misurare effettivamente la velocità delle biciclette – continua Zanotti – e crediamo sarebbe assurdo mettersi a fare controlli di questo genere. Resta il fatto che l’utilizzo della ciclo-pedonale come fosse una pista ciclistica da gara o da allenamento è assolutamente fuori luogo. Ma come farlo comprendere a chi non c’è ancora riuscito dopo anni di discussioni e raccomandazioni?».
Per cercare di trovare una soluzione qualche tempo fa la carreggiata è stata divisa in due corsie, a monte per i ciclisti e a lago per i camminatori. La divisione però non si estende su tutto il percorso, e anche dove c’è il problema non si è risolto.



