Contare i turisti non basta più. Arrivi e presenze sono parametri che, da soli, raccontano solo una parte del fenomeno. Per restare competitivi in un mondo che corre veloce serve capire in anticipo chi arriva, che cosa cerca e quanto valore lascia al territorio.
È quanto si propone di fare il Consorzio Lago di Garda Lombardia con la piattaforma di data intelligence Iodah, acronimo di Intelligence on destination and hospitality, presentata ieri ad amministratori e operatori.
I numeri
Un cambio di metodo per una destinazione già molto solida: 9 milioni di presenze annue, due terzi del totale provinciale, con una quota di turisti internazionali dell’81% (la media nazionale è del 54%).
«Ma contare gli arrivi – dice la presidente del Consorzio Stefania Lorenzoni – è come guidare guardando lo specchietto retrovisore: ci racconta la strada già percorsa. A noi interessa guardare avanti. La domanda giusta non è quanti turisti riusciamo ad attrarre, ma quali turisti vogliamo attrarre, con quale promessa e con quale valore per chi su questo lago vive e lavora tutto l’anno».
Innumerevoli gli elementi emersi dalle analisi dell’innovativo sistema digitale di «travel business intelligence»: il Garda ha un indice di reputazione di 86 su 100, molto elevato; cresce il fenomeno del last minute, con prenotazioni sempre più ravvicinate (in agosto ha pesato per oltre il 15% delle prenotazioni); l’enoturismo è l’attrazione più gettonata (29%), seguito dalla cultura (17%). Crescono inoltre il peso delle recensioni online e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella scelta delle destinazioni. Emerge un quadro molto positivo, con la parola «love» tra le emozioni più frequentemente associate al Garda dal visitatore.
Il futuro
Sono informazioni «che stiamo trasformando in lavoro concreto – aggiunge Lorenzoni – con operatori e Comuni, con grande attenzione anche verso i residenti. Il futuro non è qualcosa che accadrà, ma qualcosa che, insieme, possiamo scegliere di costruire».
Iodah, sistema ideato da Fabio Primerano, docente alla Iulm di Milano ed esperto di innovazione tecnologica applicata all’ospitalità, sfrutta i cosiddetti Big data per anticipare scelte, comportamenti e tendenze di viaggio.
«Abbiamo incrociato i dati di oltre 6 mila operatori con 637 mila recensioni – spiega Primerano – comprendendo i trend in atto. Trasformiamo i dati del passato in decisioni per il futuro».
Altro aspetto interessante: i trend sono disponibili anche a livello comunale e consentono di delineare nuove strategie anche su scala iperlocale.



