L’estate bresciana cambia passo. Il grande caldo spinge sempre più turisti verso la montagna, che si avvia verso una delle stagioni migliori di sempre, mentre sul Garda tornano a crescere le presenze tedesche. Gli alberghi registrano ottimi livelli di occupazione, anche se bar e ristoranti risentono delle ore più afose. In città, invece, si consolida la tendenza delle prenotazioni all’ultimo momento: le camere si riempiono e Brescia continua ad attirare chi la sceglie per un fine settimana o come tappa tra lago, Franciacorta e montagne.
Oltre la crisi
A pochi giorni da agosto il bilancio degli operatori è dunque positivo e, soprattutto, accompagnato da un cauto ottimismo per i prossimi mesi. «I numeri sono buoni e lo sono anche le prospettive fino a settembre e ottobre», sintetizza il presidente di Federalberghi Brescia, Alessandro Fantini, guardando a una stagione che, all’inizio dell’anno, non appariva così scontata, complici le tensioni internazionali e i timori legati ai conflitti in Ucraina e Medio Oriente. Alla prova dei fatti, però, il mercato europeo ha retto, anzi appare addirittura in crescita, e il turismo domestico ha scelto più spesso di rimanere in Italia.
Da record
La vera protagonista dell’estate è la montagna. Le ripetute ondate di calore hanno spinto migliaia di vacanzieri verso le quote più alte e le località alpine bresciane stanno vivendo una stagione che gli operatori definiscono senza esitazioni tra le migliori di sempre. Se il caldo dovesse proseguire anche nelle prossime settimane e i temporali di fine estate concedessero una tregua, agosto potrebbe diventare uno dei migliori mai registrati. A fare la differenza sono soprattutto le temperature serali, più sopportabili rispetto alla pianura, oltre alla crescente domanda di passeggiate, escursioni e vacanze nella natura.
Sul Garda, invece, il quadro è più sfumato. Gli alberghi lavorano bene e le prospettive restano solide, ma il grande caldo modifica le abitudini dei visitatori. «La gente resta di più nelle strutture climatizzate: dopo la piscina o il lago torna in camera e questo penalizza soprattutto bar e ristoranti», osserva Giuseppe Caccamo, presidente di Assohotel Lombardia Orientale. Alle difficoltà dei pubblici esercizi si aggiungono anche i maggiori costi sostenuti dagli alberghi per climatizzare le strutture. Il risultato è una stagione positiva sul fronte delle presenze, ma con ricadute non uniformi sull’intera filiera turistica.

Dal punto di vista dei mercati, il ritorno dei turisti tedeschi rappresenta una delle notizie più incoraggianti. Dopo una primavera altalenante, da metà luglio gli arrivi dalla Germania sono tornati a crescere. Rimangono il primo mercato estero della provincia, affiancati da olandesi e belgi, mentre si rafforzano anche Regno Unito e Francia. Gli americani continuano a esserci, ma risultano meno numerosi rispetto allo scorso anno, un calo che gli operatori collegano al clima di incertezza internazionale più che alla competitività della destinazione.
Anche i dati dell’Osservatorio turistico di Visit Brescia confermano la centralità dei mercati europei: la Germania resta il principale bacino di provenienza, seguita da Regno Unito, Paesi Bassi, Polonia e Francia.

In città
Brescia città continua invece a crescere con caratteristiche proprie. I livelli di occupazione sono in linea con quelli dello scorso anno, ma sempre più camere vengono vendute negli ultimi giorni prima dell’arrivo, rendendo più difficile la programmazione degli alberghi.
La quota di occupazione già visibile per agosto si aggira attorno al 50-60%, con margini di crescita legati proprio alle prenotazioni dell’ultimo momento. Chi arriva mostra inoltre una maggiore consapevolezza rispetto al passato, pur restando spesso sorpreso dalla ricchezza monumentale, dalla qualità dell’accoglienza e dalla varietà dell’offerta culturale cittadina.
Promozione
Dietro ai numeri c’è anche un intenso lavoro di promozione internazionale. Nelle ultime settimane Visit Brescia ha ospitato firme del Guardian, del Sunday Times e di alcuni tra i maggiori gruppi editoriali britannici e irlandesi, oltre a giornalisti tedeschi e olandesi specializzati nel turismo outdoor, chiamati a raccontare il Garda, la città, la Franciacorta, il Sebino e la montagna bresciana a milioni di lettori europei. Una strategia che punta a consolidare proprio quei mercati oggi più dinamici e a rafforzare l’immagine della provincia come destinazione completa, capace di unire laghi, cultura, enogastronomia e natura.
Prospettive
Anche le prospettive invitano all’ottimismo. La stagione non sembra destinata a chiudersi con Ferragosto. Le prenotazioni, soprattutto sui laghi, stanno già alimentando settembre e ottobre, mesi sempre più scelti da chi preferisce evitare il picco estivo, trovare prezzi più competitivi e visitare il territorio con maggiore tranquillità. Un processo di destagionalizzazione che vale molto anche per le imprese, perché permette di allungare i periodi di lavoro e offrire occupazione più stabile.




