Cronaca

Turismo, dalla Svezia alla Germania: i laghi parlano straniero

Le presenze sono legate ai flussi di turisti provenienti soprattutto da Paesi europei
Paola Gregorio
Sui laghi bresciani i turisti la fanno da padroni
Sui laghi bresciani i turisti la fanno da padroni

Dopo anni di boom, sul Garda il comparto turistico registra qualche scricchiolio. Non tanto sul fronte delle presenze, quanto piuttosto su quello dell’indotto. E non è poco. Il quadro è tracciato da Andrea Maggioni, presidente di Assoturismo Confesercenti Lombardia e operatore salodiano: «Il tasso di occupazione di alberghi, case vacanze e campeggi non è lontano da quello del 2025. A registrare una contrazione significativa sono invece ristoranti, bar e negozi». In altre parole: la gente non rinuncia alle ferie, ma taglia gli extra.

Per Maggioni non è una questione di rincari: «Il tema vero è il potere d’acquisto. Sul Garda il movimento turistico è composto per il 40% da tedeschi e per il 30% da italiani e sappiamo bene che in entrambi i Paesi ci sono problemi di capacità di spesa. Tedeschi e italiani non mancano, ma non spendono: un aperitivo in meno, una cena in meno, un acquisto in meno... Non solo: considerati i costi della benzina, si registra una forte contrazione, ad esempio, nel noleggio di barche, che consumano molto più delle automobili».

Ma non è tutto negativo. «Si nota una presenza sempre più significativa di turisti provenienti dal Regno Unito e dal Brasile». In calo, invece, dopo il boom 2025, il turismo arabo. «Le ragioni sono ovvie – conclude Maggioni –: i collegamenti da e per quell’area funzionano a singhiozzo. Qualche saudita ed emiratino non manca, ma si tratta di famiglie che risiedono stabilmente in Europa».

In riva al Sebino

Spostandoci sul Sebino, la stagione dei campeggi è iniziata col botto già ad aprile: «Gli stranieri restano la maggioranza – conferma Ines Moretti, titolare del camping Quai di Iseo –: la cosa positiva è che stanno aumentando i turisti del nord Europa. Danesi, svedesi, norvegesi che apprezzano molto il lago e sono molto interessati alla scoperta del territorio». Anche per sfruttare i percorsi ciclabili che si dipanano tra Franciacorta e Sebino, tra lago e vigneti: «Certo la situazione attuale del lago, con il livello che continua ad abbassarsi e l’affiorare di una quantità incredibile di alghe non è certamente favorevole al turismo – continua Moretti –: servirebbe un’azione decisa per trovare un rimedio».

Sull’Eridio

Sul lago d’Idro, si sa, a influenzare l’arrivo e soprattutto la permanenza dei turisti è il meteo. Se c’è bel tempo le strutture ricettive fanno il pieno, quando piove a lungo molti se ne vanno. E a quanto pare il luglio di quest’anno è da annoverare fra quelli che hanno registrato le presenze più numerose, tanto da far sorridere gli operatori sull’esito dell’intera stagione, con agosto che è appena iniziato. Quest’anno soprattutto, però, sembra che ad influenzare le sorti della stagione turistica sul lago d’Idro ci siano anche gli eventi internazionali: la guerra, che sta limitando le uscite dall’Europa, ma anche gli incendi che stanno colpendo vaste aree in Spagna ed in Francia (la cronaca di un gran numero di campeggi evacuati per ragioni di sicurezza).

Così, accanto agli arrivi più tradizionali dall’Olanda e dalla Germania, ecco che ci sono anche quelli dall’Europa dell’Ovest e sono in aumento quelli dall’Est, soprattutto polacchi, ma anche cechi, slovacchi e sloveni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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