Cronaca

Alta Valcamonica: caldo torrido e crisi non frenano gli appassionati

Un’equazione perfetta: più sale il caldo, più crescono le presenze in alta quota, per i tanti che si mettono in auto alla ricerca di un po’ di refrigerio
Giuliana Mossoni
Sono migliaia i bresciani appassionati di escursionismo
Sono migliaia i bresciani appassionati di escursionismo

Un’equazione perfetta: più sale il caldo, più crescono le presenze in montagna, per i tanti che si mettono in auto alla ricerca di un po’ di refrigerio. E nell’estate 2026, rovente come non mai, le località turistiche dell’alta Valcamonica ne godono appieno.

La dimostrazione più lampante sono le lunghe code che si formano tanto il venerdì sera e il sabato mattina, in direzione nord, quanto la domenica sera per il rientro. Ma c’è una differenziazione da fare: sono soprattutto i possessori di seconde case che, nei mesi di giugno e luglio, si sono messi in marcia in fuga dalle città bollenti.

Il flusso di persone che, soprattutto nel fine settimana, frequenta le località dell’alta Valle è sicuramente sostenuto. Ci sono maggiori presenze anche in settimana, soprattutto di persone anziane e qualche famiglia con i bambini.

Le strutture ricettive, invece, non dichiarano più prenotazioni o alberghi già pieni. Anzi, la situazione è ben diversa.

Hotel e seconde case

«Negli hotel dell’alta Valle – dichiara Graziano Pennacchio, albergatore di Temù e amministratore delegato di Visit Brescia – l’effetto caldo a ora non ha inciso più di tanto. Le presenze sono in linea con lo scorso anno. La settimana scorsa, l’incastro di alcune partite fra Sampdoria e Cagliari, ospiti per i ritiri estivi nella nostra località, ha portato una discreta movimentazione, ma questa settimana è notevolmente calata. Non solo, anche in agosto abbiamo ancora delle camere disponibili. La tendenza, ogni anno sempre più, è per prenotazioni last minute, con soggiorni sempre più brevi, come un po’ nelle altre aree della provincia».

Sulla stessa lunghezza d’onda è anche Marco Bulferetti, dell’omonimo gruppo dalignese:

«In giro si vedono molte seconde case aperte, mentre l’hotel è in leggera flessione, la ristorazione invece va molto bene. Credo che inizi a sentirsi la crisi, ci sono meno soldi e la gente sta più attenta, se ha seconde case le frequenta, oppure si sposta in giornata. Su agosto – conclude Bulferetti – stiamo recuperando le prenotazioni, ma credo proprio che arriveranno e non ci saranno problemi, come accade da qualche anno a questa parte. Resta comunque una stagione con numeri incoraggianti».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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