Trasporti, servizi, medici e sanità: le sfide della montagna bresciana

Massimo Ottelli, vicepresidente regionale di Uncem: «Per ottenere le risorse è fondamentale fare squadra»
Uno scorcio di Livemmo - © www.giornaledibrescia.it
Uno scorcio di Livemmo - © www.giornaledibrescia.it
AA

Le emergenze: il trasporto pubblico locale, la denatalità, il fronte sanità (medici di base al primo posto). La grande sfida: arginare lo spopolamento, sognando l’inversione di tendenza. Protagonista di tutto questo la montagna. Affascinante e meravigliosa se la pensiamo sul fronte paesaggistico e su quello ambientale, un po’ meno per chi deve vivere in un paesino (per quanto romantico) dove non prende il telefonino.

Massimo Ottelli, presidente della Comunità montana di Valtrompia e vice presidente regionale (e componente del consiglio nazionale) dell’Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani (Uncem), questi temi li conosce molto bene: «Oggi più che mai è necessario fare squadra, innanzitutto perché i problemi di chi vive in montagna non cambiano da una zona all’altra, ma neppure se si allarga il campo d’azione; e poi fare squadra è fondamentale per ottenere risorse, senza le quali non andiamo da nessuna parte».

Autorevolezza

Il senso dell’Uncem è proprio questo, sottolinea Ottelli: «La nostra azione diventa sempre più incisiva, siamo riconosciuti come interlocutore autorevole dalle istituzioni e dalle varie parti sociali. Tutto questo perché portiamo avanti le nostre istanze con convinzione e competenza». Un esempio concreto: «Le infrastrutture della viabilità insieme alle azioni per fermare il dissesto idrogeologico: ecco cosa manca di più nelle valli bresciane. E poi serve lo sviluppo della mobilità leggera».

E ancora, Ottelli sottolinea la necessità di bonus per i medici di base e per gli insegnanti della scuola primaria che scelgano di lavorare nei piccoli comuni, quelli ovviamente più a rischio di perdere abitanti e, in un futuro neppure troppo lontano di scomparire. Torna poi ancora il tema del fare squadra: «Noi dobbiamo cercare di fare lobby rispetto ai grandi centri che attirano la maggior parte delle risorse».

È fondamentale inoltre che «non vengano mai meno i presìdi nelle aree montane, territori fragili che hanno bisogno di cura, di attenzione, che hanno equilibri da mantenere». In testa la questione del dissesto idrogeologico, ma anche quella del bostrico che sta letteralmente devastando i boschi distruggendo l’abete rosso.

Sostegno

Ottelli precisa che in Lombardia siamo messi meglio rispetto ad altre Regioni, basti dire che sul fronte «aree interne» dall’ente guidato da Attilio Fontana arrivano nella nostra provincia circa 50 milioni di euro all’anno.

«La Regione Lombardia che dieci anni fa, mentre altre Regioni le distruggevano, ha tenuto e potenziato le Comunità montane è un modello di impegno istituzionale che oggi permette di governare processi complessi di sviluppo per tutto l’Arco Alpino - ha detto il presidente nazionale Uncem Marco Bussone, chiudendo ieri l’assemblea di Uncem, a Milano a Palazzo Lombardia -. Unendo maggiormente le politiche regionali per le montagne, troppo spesso fragili e timidi, consentendo, nell’autonomia un nuovo ruolo per le autonomie, i Comuni che lavorano insieme nelle Alpi, Regione unica al centro dell’Europa. E il Green New Deal europeo non può che ripartire da questo impegno delle Alpi a essere più forti e coese».

Poi certo, ci sono anche piccoli miracoli. È il caso, per esempio, del piccolo borgo di Livemmo, che con i suoi 200 abitanti è il destinatario di 18,5 milioni del Pnrr; nascerà il «Borgo Cre-attivo». Livemmo, nel Comune di Pertica Alta, è infatti il luogo individuato da Regione Lombardia come progetto pilota per l’attività di rigenerazione culturale, sociale ed economica in ambito Pnrr.

Il progetto mira alla riqualificazione i spazi pubblici, con la ristrutturazione di un immobile abbandonato che diverrà area per attività culturali e turistiche, la creazione di piste ciclopedonali, interventi sull’antico forno fusorio e la definizione di un sistema culturale legato al territorio. I lavori sono in corso, tutto dovrà essere pronto per il 2026.

Un progetto importante, anche per il suo valore simbolico. Come ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricevendo i rappresentanti dell’Uncem: «La montagna non è solo l’evidente spazio di raccolta di beni del Paese, ma rappresenta un decisivo patrimonio di vita civica».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.