L'incendio boschivo divampato il 7 agosto nella pineta delle Coste, a Tignale, è definitivamente spento. A comunicarlo è il sindaco Daniele Bonassi, che fa il punto sulla situazione: «Grazie alla tanto attesa pioggia di domenica e di lunedì possiamo dichiarare l'incendio definitivamente spento», fa sapere il primo cittadino. Prosegue comunque l'attività di prevenzione delle squadre antincendio, che stanno utilizzando droni in volo in diverse ore della giornata per scongiurare il rischio di eventuali nuovi focolai.
Il fumo dell’incendio
Bonassi interviene anche sulle preoccupazioni espresse da alcuni turisti riguardo alla possibile tossicità del fumo prodotto dall'incendio. «Lo stesso deriva esclusivamente dalla combustione del legno», precisa il sindaco, aggiungendo che le emissioni sono state importanti, ma che «il vento le ha disperse al punto da non destare preoccupazione particolare per la salute della Comunità».
Le immagini sui social
Bonassi interviene anche sulla diffusione delle immagini dell'incendio attraverso i social: «Ho potuto constatare quanto i canali social abbiano modo di diffondersi velocemente, quanto siano alimentati dalle notizie tragiche», osserva il sindaco. Secondo Bonassi, durante l’emergenza sono state condivise fotografie che «non rispecchiavano la realtà», dando l'impressione che le fiamme stessero «divorando le nostre case e il nostro paese».
Una rappresentazione che, sostiene il primo cittadino, avrebbe contribuito a diffondere il panico soprattutto tra i turisti che avevano già prenotato le proprie vacanze a Tignale.
Da qui l'appello: «Invito tutti a cercare di veicolare notizie vere, senza dimenticarsi che oggi una singola foto può fare il giro del mondo e fare la differenza».
Il ringraziamento
Il sindaco rivolge infine un lungo ringraziamento a tutte le persone impegnate durante l'emergenza: Vigili del Fuoco, volontari e professionisti che hanno combattuto contro le fiamme. «Avrò modo di ringraziare apertamente questa grande squadra e di darvi anche i numeri», annuncia, sottolineando come si tratti di «un esercito silenzioso che fa cose grandi senza mai che i loro nomi e cognomi compaiano sui giornali come meriterebbero».



