Almeno 2,5 milioni di euro. Tanto è costato alla collettività, finora, l’incendio divampato nella pineta delle Coste, in territorio di Tignale. Ed è un conto destinato a farsi ancora più salato, visto che la stima, ancora approssimativa, è aggiornata alla sera di sabato 15 agosto e che l’incendio richiederà ancora giorni di lavoro.
Il calcolo è stato effettuato dall’architetta Stefania Baronio, responsabile Aib della Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano, insieme ai Dos, i direttori delle operazioni di spegnimento. Cominciamo dai mezzi aerei. «A Tignale – spiega Baronio – sono intervenuti sette Canadair per un totale di 12 missioni, che, in termini di costi a carico dello Stato, valgono circa 700mila euro». Poi ci sono gli elicotteri regionali, che «fino al 15 agosto hanno operato a Tignale per un totale di 3.500 minuti di volo - spiega Baronio -, per un costo quantificato in 123mila euro». Il conteggio tiene conto delle spese di acquisto, manutenzione e assicurazione del velivolo, oltre alle spese vive relative al carburante, al pilota e al tecnico di bordo.
Naturalmente costa, e parecchio, anche l’organizzazione a terra. A Tignale sono intervenuti finora 120 vigili del fuoco e 290 volontari delle squadre Aib dell’Alto Garda e di altre zone della provincia.
I costi del personale
«Ogni volontario – spiega Baronio – costa mille euro tra divise e dispositivi di protezione individuale. A questa cifra vanno aggiunte le visite mediche e la formazione. Abbiamo calcolato che l’intervento a Tignale dei nostri 290 volontari dal 7 al 15 agosto comporta un costo di circa 50mila euro. Poi vanno considerate le spese per i vigili del fuoco. Le 11 presenze dei Dos, calcolando corsi e aggiornamento, valgono 35mila euro».
Va poi conteggiato il costo della complessa macchina logistica: dagli apparecchi radio al cibo per i volontari, dalla benzina alle attrezzature. «Infine, ma non per importanza – conclude Baronio – c’è il danno ambientale, stimato in base ai costi di ripristino del bosco e alla perdita di servizi ecosistemici come la protezione idrogeologica e la biodiversità. In questo caso, con 60 ettari andati in fumo, si calcola un danno ambientale di 1,2 milioni di euro. Tutte queste spese, insieme alle numerose altre voci di costo, portano a un totale provvisorio di 2,5 milioni per il danno alla collettività provocato, fino al 15 agosto, dall’incendio di Tignale».
Non finiscono nel conteggio, pur non avendo prezzo, le migliaia di ore che i volontari devono sottrarre al loro tempo e alle loro famiglie per prestare un servizio così prezioso a favore dell’intera comunità.



